Ancora dispersa la paracadutista di Ravenna


RAVENNA, 23 FEB. 2010 – Dopo quattro giorni, ancora nessuna traccia di Giovanna Melania La Mantia, la caporale di 22 anni scomparsa sabato pomeriggio nelle campagne a sud-est di Ravenna dopo un lancio con il paracadute sul piccolo aeroporto conosciuto come "La Spreta". Ma malgrado l’esito finora negativo, le ricerche condotte da carabinieri, polizia, vigili del Fuoco, corpo Forestale dello Stato e Protezione Civile sotto il coordinamento della Prefettura, sono riprese verso le sette del mattino per continuare fino a notte fonda compatibilmente anche con le condizioni meteo, visto che sulla zona é prevista pioggia. Gli sforzi dei soccorritori si sono concentrati sul laghetto della cava "Ca’ Bianca", a qualche centinaio di metri dal campo di atterraggio. La morfologia del fondale dello specchio d’acqua, che può arrivare in alcuni punti a una ventina di metri, è resa irregolare dai canali scavati dalle estrazione della sabbia e della ghiaia. Il compito degli eco-scandagliatori, dunque reso più difficile, finora non ha prodotto risultati. Rimane però in piedi come ipotesi principale la ricostruzione secondo cui la giovane possa essere finita in acqua, forse spinta da un’improvvisa raffica di vento, senza riuscire a sganciare il paracadute. Le ricerche non escludono tuttavia altri punti di atterraggio, sebbene secondo il noto campione di lanci sportivi, il bolognese Max Fiorini, che spesso si allena proprio a Ravenna, con il tipo di paracadute usato è impossibile arrivare lontano rispetto all’aeroporto. La militare, in forza al quarantaseiesimo Reggimento Trasmissioni di Palermo, si era lanciata verso le 16.30 assieme ad altre cinque persone in quello che era un lancio milite-assistito per conseguire il brevetto. Il paracadute, come mostrato in un video amatoriale realizzato da terra e già acquisito dalla Procura, si era regolarmente aperto.

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