“Anche noi dalla parte dell’assistenza pubblica”


REGGIO EMILIA, 28 MAG. 2009 – Sostituirsi al pubblico? Legacoop non ci ha mai pensato. Questa la risposta della centrale cooperativa reggiana alle accuse della Cgil. Secondo il sindacato le cooperative sociali di Legacoop che offrono servizi socio assistenziali sono colpevoli, nell’andare in contro alle sempre più scarse risorse destinate al welfare, di intaccare il costo del lavoro, i diritti degli operatori e con questi anche la qualità delle prestazioni.Ma Legacoop ci tiene a spiegare che “la qualità dei servizi erogati dalle cooperative è controllata e costantemente monitorata dalle amministrazioni pubbliche, sempre più spesso è certificata, e specialmente è apprezzata dagli utenti. Questo è dimostrato dal fatto che le cooperative sociali reggiane continuano a sviluppare le proprie attività anche in altre regioni italiane e per qualità riteniamo anche la capacità di mantenere o aumentare l’occupazione, specialmente nelle cooperative che danno lavoro a persone svantaggiate. Questo ci sembra un contributo importante per il territorio.”Sulla centralità del pubblico rispetto al privato, Legacoop non ha nulla da obiettare a quando detto dal sindacato. “Il governo del sistema e la responsabilità nei confronti dei cittadini devono rimanere saldamente nelle mani del pubblico. La cooperazione sociale non vuole cancellare il ruolo del pubblico: riteniamo invece che pssa svolgere un compito importante e utile, con l’impegno dei soci e le competenze degli operatori, nelle politiche del welfare. Noi vediamo una cooperazione sociale in grado non solo di gestire determinati servizi come fa oggi, ma di partecipare anche alla loro progettazione.”Inoltre secondo Legacoop per far fronte alla diminuzione delle risorse destinate al welfare, conseguenza dell’attuale crisi economica, “occorre promuovere la partecipazione dei cittadini, delle loro organizzazioni di rappresentanza sociale, dei soggetti del Terzo settore in un sistema fortemente incentrato sulla cittadinanza sociale e sull’appartenenza alla comunità, dove tutti i suoi attori, pubblici e privati, condividono impegni e responsabilità”. Una visione d’insieme, sottolinea Legacoop, che si legge anche nel protocollo firmato recentemente tra la Regione, le istituzioni locali e la cooperazione sociale.

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