Anche nell’indotto ceramicoè allarme occupazione


MODENA, 6 APR. 2012 – La crisi non tocca solo i grandi gruppi ceramici, ma anche le aziende della subfornitura. La Femca-Cisl lancia l’allarme per l’occupazione nell’indotto ceramico. "Ci preoccupa – sostiene il segretario provinciale della Femca, Vincenzo Tagliaferri – l’assenza di una spinta verso obiettivi di sviluppo e di riqualificazione professionale che permettano di riassorbire i lavoratori che rischiano di perdere il posto in questo comparto. Si tratta in buona parte di manodopera femminile e straniera con basse qualifiche e, quindi, ancora più difficile da ricollocare". Femca-Cisl ricorda, tra l’altro, i casi della Kerav di Maranello, della Duelle di Fiorano e della Biviemme di Spezzano, dove le organizzazioni sindacali sono riuscite a firmare contratti di solidarietà che hanno evitato i licenziamenti. "Sono casi purtroppo isolati – afferma Massimo Muratori, altro sindacalista dei ceramisti Cisl – in una situazione di forte criticità sul piano produttivo, sociale e finanziario. Conosciamo diverse piccole aziende che non ce la fanno più, anche a causa delle difficoltà di accesso al credito e dei pagamenti molto lunghi".

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