Anche in Italia vanno forte i private label


BOLOGNA, 19 GEN. 2011 – Prendono sempre più campo, in Italia, i prodotti di marca commerciale. Nel 2006 i cosiddetti prodotti "private label", realizzati cioé da società fornitrici e venduti con il marchio della società che si occupa della distribuzione, avevano solo il 12,6% sul totale delle vendite. L’anno scorso la percentuale era giaà salita al 14,8% e nel 2010 hanno conquistato il 15,4% del mercato nazionale. Un dato ancora lontano da quello di altri paesi, come la Spagna, dove la quota si avvicina al 40%, ma in costante miglioramento. Questo il trend che esce dal rapporto annuale del settore, presentato a Bologna in apertura di "MarcabyBolognafiere", la manifestazione riservata agli operatori che raduna oltre 430 aziende espositrici. Dallo studio emerge un incremento del 6,5% delle vendite a valore rispetto al 2009 e un fatturato di 6,4 miliardi nelle due principali canalizzazioni (iper e supermercati), contro i 5,5 miliardi nel 2009. Se poi si considerano tutte le forme di distribuzione, compresi i discount, i miliardi sono 8,1. Numeri positivi, per il report, soprattutto se paragonati alla tendenza negativa delle marche industriali: -0,5% le vendite, con un 84,6% del mercato. E se si tiene conto della stasi generalizzata nei prodotti del largo consumo confezionato. La crescita è trainata, spiega il rapporto, dall’incremento delle marche "premium" (+32% le vendite, 4,2% la quota di fatturato): sono i prodotti con un prezzo maggiore di quello della marca leader (anche il 30% in più), di alta qualità. La tipologia "insegna", invece, resta la più diffusa (ha il marchio dell’insegna commerciale con un prezzo in media inferiore del 25% rispetto a quello leader), pesa per l’84,1% e ha la maggiore penetrazione nelle vendite. L’area geografica dove il "private label" va meglio è il nord ovest, in cui si è registrato un terzo delle vendite. Migliorano le performance nel centro Italia: 17,2%, dato simile al nord est. Nel sud pesano, invece, solo per il 12,9%. Qui però c’é stato l’aumento più consistente, nonostante il mercato del largo consumo confezionato abbia registrato dati negativi: le vendite a valore dei prodotti di marca commerciale nel mezzogiorno sono cresciute del 9,2% rispetto al 2009.

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