Anche a Bologna si marcia per la Pace


BOLOGNA, 9 NOV. 2009 – E’ arrivata in Italia la Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza. Partita lo scorso 2 ottobre dalla Nuova Zelanda, dal 7 al 12 novembre attraverserà il nostro Paese, in una settimana piuttosto simbolica: quella in cui si festeggia il ventennale della caduta del Muro di Berlino. E tra le città italiane coinvolte dal passaggio della Marcia, anche Bologna darà il suo contributo a questo grande evento pacifista. Dopo quasi un anno di lavori e incontri preparatori, seguiti alla formazione di un Coordinamento emiliano-romagnolo, nato quasi spontaneamente per organizzare il passaggio della Marcia dalla città, il 10 novembre Bologna darà il benvenuto a una delegazione di “marciatori per la pace”. In Emilia-Romagna si contano 50 realtà associative che insieme hanno collaborato a questo progetto.Tanti gli eventi in cantiere per la giornata di arrivo e per il giorno seguente: si comincia con una grande parata che animerà il centro cittadino con musica e artisti di strada. L’appuntamento è alle 17.00 in piazza Verdi, cuore della zona universitaria. Di lì si attraverseranno alcune vie del centro per arrivare in piazza Nettuno intorno alle 19.00. Dopo gli interventi dei marciatori, dei rappresentanti delle Istituzioni – per la Provincia sarà presente il vice presidente Giacomo Venturi – e del portavoce regionale per l’Emilia-Romagna della Marcia Mondiale, un evento simbolico aprirà la serata, che si sposterà subito dopo in via Stalingrado 83, sede del locale Estragon, dove con un concerto finale gratuito si continuerà a parlare di pace e di nonviolenza. Alle 20.00 è previsto l’avvio della serata musicale, che vedrà come ospiti d’eccezione i Modena City Ramblers, gruppo che ha aderito al progetto pacifista mondiale sostenendolo con la sua musica e che, per l’occasione, ha garantito la propria presenza all’intera giornata di festeggiamenti, partecipando alla parata e alle iniziative in piazza Nettuno.  Il giorno seguente – l’11 novembre – si terrà l’incontro istituzionale con i rappresentanti delle istituzioni locali. Alle 11.30 nella sede della Provincia di Bologna, a Palazzo Malvezzi, i marciatori promuoveranno la sottoscrizione della “Carta per un mondo senza violenza”, redatta da 19 premi nobel per la Pace: una richiesta di impegno reale  per sensibilizzare la cittadinanza sulle tematiche della pace e dell’educazione alla nonviolenza. Dopo l’incontro istituzionale, la delegazione di marciatori lascerà la città per proseguire in direzione di Attigliano, fino all’arrivo a Roma il 12 novembre, dove è previsto un grande evento nel centro storico della capitale. L’iniziativa riprenderà poi il suo cammino attraverso i 6 continenti, per terminare il 2 gennaio 2010 a Punta de Vacas, in Argentina. Nella settimana di permanenza della Marcia in Italia, Bologna ospiterà altri eventi collaterali di supporto alla Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza. Dal 7 al 13 novembre si potrà infatti visitare gratuitamente, nella sede del circolo Dozza ATC in via San Felice 11, una mostra su alcune storiche manifestazioni pacifiste e nonviolente, “Camminare per la Pace”,  curata dal CDMPI di Casalecchio di Reno. Per avere informazioni, si possono chiamare i numeri 051229894 e 051584513.Il passaggio della Marcia a Bologna è inserito all’interno della rassegna “Segnali di Pace”, promossa dalla Provincia di Bologna e dal Tavolo provinciale per la Pace, e ne segna la conclusione. Le iniziative organizzate in occasione dell’arrivo della Marcia a Bologna sono patrocinate da Provincia e Comune di Bologna e Regione Emilia-Romagna. La Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza è promossa dal Movimento Umanista e da uno dei suoi organismi, “Mondo senza Guerre”, mentre in Emilia-Romagna fa riferimento all’associazione di volontariato “Bologna NonViolenta”. Nel suo percorso per i 6 continenti, la Marcia vuole sensibilizzare i governi e ha delle richieste ben precise: il disarmo nucleare a livello mondiale, il ritiro immediato delle truppe di invasione dai territori occupati, la riduzione progressiva e proporzionale delle armi convenzionali, la firma di trattati di non aggressione tra paesi e la rinuncia dei governi a utilizzare le guerre come metodo di risoluzione dei conflitti.

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