“Ammainare le bandiere pro referendum”


© TelereggioREGGIO EMILIA, 20 MAG. 2011 – Via da finestre, balconi e cancelli di Novellara tutte le bandiere e gli striscioni che invitano a partecipare ai referendum del 12 e 13 giugno e a votare sì ai quesiti sull’acqua e sul nucleare. 
A chiederlo è l’esponente del centrodestra novellarese Cristina Fantinati. Per l’imprenditrice, capogruppo del Pdl in Consiglio comunale, queste bandiere vìolano la legge 212 del 1956 in materia di campagna elottorale: nei trenta giorni precedenti la data fissata per elezioni o referendum è vietata ogni forma di propanganda, pena una sanzione che può arrivare a 1003 euro.Ma Cristina Fantinati è andata oltre: nell’ultima settimana, con più di un esposto a sindaco e prefetto, ha segnalato di volta in volta tutte le case e i luoghi privati di Novellara in cui comparivano questi manifesti chiedendo che la polizia municipale intervenisse per rimuoverli."Sino ad oggi i vigili non hanno dato alcuna sanzione, si sono limitati a fare informazione, sempre con estrema gentilezza e cortesia", dice un imbarazzato Raul Daoli, primo cittadino del Pd costretto a far applicare la legge pur di fronte a una presa di posizione che definisce "priva di senso". Contro la guerra agli striscioni di Cristina Fantinati si sono levate le critiche di cittadini, partiti di centrosinistra, associazioni: "Dopo l’ultima sconfitta elettorale, la casta si protegge aggredendo i cittadini", sostiene il Movimento 5 stelle; "la libertà di pensiero infastidisce i padroni del vapore", scrive un rappresentante di Adiconsum; "Più ci si trova in difficoltà e più si cade in basso nella dialettica e nel confronto", afferma il Pd di Novellara.Raul Daoli, che manifesta chiaramente la propria posizione portando sul bavero della giacca una spillina con la scritta ‘2 sì per l’acqua bene comune’ (slogan dei referendari), ha tentato varie strade per aggirare la crociata dell’esponente berlusconiana. In suo aiuto una sentenza della Corte di cassazione, secondo la quale, in buona sostanza, i divieti previsti dalla legge elettorale del 1956 non sarebbero validi per i referendum. Insomma, cavillo legale contro cavillo legale. 
Dalle prossime ore a Novellara forse si potrà tornare ad esporre bandiere e striscioni pro-referendum senza timore di incorrere in sanzioni. Qualcuno, del resto, ha continuato a farlo anche in questi giorni, incurante degli esposti a firma Fantinati.

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