Ambra, la cooperativa sociale “sana”


RIMINI, 17 GIU. 2009 – Si è svolta nei giorni scorsi, presso la sala Energia del centro congressi SGR di Rimini, l’assemblea annuale di bilancio di Cooperativa sociale Ambra. L’incontro sì è aperto con la relazione sul bilancio tenuta dalla direttrice amministrativa della cooperativa, Stefania Venturi, che ha sottolineato come la cooperativa abbia dimostrato di possedere una struttura “sana” e anche in un momento di crisi globale, ha saputo gestire al meglio la propria strategia aziendale. Il fatturato, infatti, risulta in crescita del 3% e nel 2008 si è assestato sui 21.8951.985,56 €, con 762 persone occupate, un accantonamento fondi per € 400.000,00 e un utile d’esercizio pari a € 149.478,00.Venturi, però, ha anche affermato che il costo del personale è cresciuto notevolmente a causa del rinnovo del CCNL, che altrettanto fortemente sono cresciuti gli oneri finanziari e che tutto ciò ha gravato sul bilancio.Nella sua relazione, il presidente Roberto Mainardi ha sottolineato che rispetto agli ultimi cinque anni quella del 2008 è la crescita più bassa, manifestando in ciò la necessità sia di una riflessione costante sulla capacità di progetto e d’offerta in linea con le esigenze della realtà in movimento, sia la necessità di inserire procedure di qualità sempre più elevate unite alla flessibilità gestionale. Ha inoltre sottolineato che nel 2008, nonostante l’avvio della crisi e la riduzione di redditività causata dagli alti costi, Ambra si è dimostrata comunque portatrice di innovazione e sviluppo sui territori, segnalando all’assemblea l’apertura di nuovi servizi di asili nido, l’apertura della RTP Villa Bianconi a Bologna e la casa di riposo a San Giorgio Monferrato.Mainardi ha ribadito quanto il lavoro sia parte integrante della persona e ne costituisca un pezzo del futuro e quanto dovrà essere sempre valorizzato in Ambra. Per questo ha lanciato un appello affinchè cresca nei territori un confronto che porti gli enti pubblici, il sindacato, le forze sociali e la cooperazione a delineare una strategia condivisa per il nuovo welfare territoriale. Il presidente ha poi introdotto uno dei punti forti dell’azione strategica del 2009, ovvero il progetto di valorizzazione dell’incontro con culture sociali ed imprenditoriali romagnole e reggiane, attraverso l’unificazione con la cooperativa sociale Raggio Verde di Rimini che si occupa di servizi alla persona.Su questo punto è anche intervenuto il Presidente della Coop Raggio Verde, Giancarlo Zanuccoli e la platea dei soci ha salutato con un applauso il percorso che porterà entro l’anno all’unificazione.Nell’occasione dell’assemblea hanno portato i loro saluti sia il vice sindaco di Rimini Maurizio Melucci che l’on. Elisa Marchioni. Entrambi hanno ribadito il loro impegno rispetto ai servizi alla persona sul territorio. Federica Protti, responsabile della cooperazione sociale di Rimini ha sottolineato quanto sia importante per i soci incontrarsi e ha commentato quanto la fusione tra cooperativa Ambra e cooperativa Raggio Verde sia vista come una valorizzazione del territorio. Alberto Alberani, presidente Legacoopsociali Emilia Romagna, ha invece ribadito l’importanza di attivare strategie comuni fra le cooperative sociali, volte a non considerare l’operato dei soci come manodopera a basso costo.Infine, Laura Salsi, consigliera Regionale PD, ha portato alcune importanti riflessioni sul percorso di accreditamento che ha introdotto norme nuove che vanno nella direzione della massima qualità dell’offerta di servizi alla popolazione, oltre al fatto che l’Emilia Romagna costituisce il primo esempio di attuazione di un piano regionale di integrazione socio-sanitaria. Ha inoltre sottolineato quanto nel suo essere cooperativa sana, Ambra rispetti tutti i valori cooperativi e quanto se ne faccia portatrice nelle azioni. Infine ha auspicato che si vada nella direzione di un maggior protagonismo della cooperazione sociale, attraverso incontri e confronti che devono necessariamente integrare più sistemi. Salsi ha concluso ricordando il suo impegno ad introdurre in regione una riflessione rispetto all’Irap, agevolando così le possibilità in favore della cooperazione sociale.

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