Amadori, nel 2017 fatturato a 1,2 miliardi


Il 2017 è stato un anno da oltre 50 milioni di investimenti, una previsione di fatturato consolidato che supera 1,2 miliardi di euro e una previsione di margine operativo lordo di 100 milioni, il 20% in più rispetto al 2016 per il gruppo Amadori, il secondo gruppo del settore avicolo in Italia (30% del mercato), il nono in campo alimentare. Oltre 7.600 lavoratori di 80 nazionalità, quasi 3.000 nel comprensorio cesenate (267 nuove assunzioni lo scorso anno). L’azienda ha in Italia 6 incubatoi, 5 mangimifici, 6 stabilimenti di trasformazione e lavorazione, 19 filiali e agenzie in tutta Italia, oltre 800 allevamenti, di cui un centinaio di allevamenti di polli ‘cresciuti’ all’aperto. “Cesena è il cuore del sistema Amadori, che si articola attorno a una filiera integrata di produzione che va dagli allevamenti alla logistica” spiega il presidente Flavio Amadori, figlio del fondatore Francesco, al Resto del Carlino e al Corriere Romagna, “tutto all’insegna dell’innovazione, come il nuovo stabilimento di lavorazione dei polli da poco avviato a Cesena, con un investimento di 45 milioni e con una capacità produttiva di oltre 25 tonnellate l’ora di materia prima lavorata per 18 linee di produzione. La strategia è quella di far crescere il gruppo Amadori come protagonista del ‘food made in Italy'”. Negli ultimi anni l’espansione del gruppo è avvenuta al sud, con l’acquisizione e il rilancio della filiera avicola in Molise (ex Pollo Arena) e lo sviluppo degli allevamenti nell’area di Foggia, diove si concentra il pollo Campese. “I nostri partner – dice Flavio Amadori – sono agricoltori che hanno fatto dell’allevamento ormai la parte predominante della loro fonte di reddito. Abbiamo così contribuito al mantenimento dell’agricoltura sul territorio”.

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