Altro che ronde, servono più poliziotti


23 FEB. 2009 – Altro che ronde, qui servono più agenti tra le forze dell’ordine. Si riassume con questa frase l’iniziativa del Pd modenese che ha raccolto 8240 firme per richiedere i 25 uomini delle forze dell’ordine previsti dal Patto per la sicurezza, firmato con il Governo nel 2007. Nomi, cognomi e indirizzi di modenesi che chiedono allo Stato di rispettare le promesse. Rinforzi per gli organici delle forze dell’ordine, fermi agli anni ’80, quando Modena, e l’Emilia-Romagna, erano tutta un’altra cosa. Ma venerdì scorso, il capo della Polizia Manganelli, in visita a Modena, è stato esplicito nel ricordare come sarà già un miracolo se, con i pensionamenti in arrivo, il numero degli agenti non calerà.Stamattina il segretario provinciale di Modena del Pd, Stefano Bonaccini, accompagnato dai parlamentari Santagata e Barbolini, ha rinnovato la richiesta al Prefetto Giuseppina Di Rosa. “Le ronde, l’esercito, i volontari – hanno detto i tre al Prefetto – non sono la via maestra per aumentare la sicurezza”. Nemmeno il potenziamento della polizia municipale: “che pure – ha spiegato Bonaccini al termine dell’incontro – sarà nel programma di tutti i candidati Sindaco del Pd”. “Servono più agenti – hanno ribadito al Prefetto – quelli in grado di fare indagini complesse per garantire davvero la sicurezza dei cittadini”.Sul no alle ronde, che godranno a breve di un patentino di legittimità promesso dal governo, a Bonaccini fa eco il collega Andrea De Maria, segretario bolognese del Pd. In una nota interviene sul pericolo della “politicizzazione della sicurezza partecipata”: “Trovo davvero inquietante – dice De Maria – che un partito politico, la Lega Nord, pensi di organizzare proprie ronde, che sarebbero chiamate a vigilare sulla sicurezza di tutti i cittadini”.Ancor più nel merito della questione entrano i sindacalisti delle forze di polizia: “Non solo le ronde sono una maldestra surroga alla mancanza di turn over tra le forze – dichiara Enzo Letizia dell’Associazione nazionale funzionari di polizia – ma costituiscono un rischio reale di politicizzazione della sicurezza. Le ronde sono permeabili all’infiltrazione di organizzazioni criminali come mafia e camorra e possono nascondere tra le loro fila delle squadracce di esaltati pericolosi”.Quello delle ronde è un fenomeno disomogeneo. Anche la sua geografia lo è e ci dice che è presente prevalentemente in Veneto e in Lombardia. L’Emilia Romagna sembra essere una terra di mezzo. Le ronde padane di Parma, secondo il sindaco Vignali, sono state quelle prese a modello dalla legge portata avanti da Maroni. Ma forse ha più ragione Franceschini a dire che l’Emilia-Romagna è si in pianura padana ma non è padania. Sul tema delle ronde questa tesi è dimostrata dal progetto di Borgo Panigale, nella periferia di Bologna, dove una ventina di residenti del quartiere, con un progetto dell’assessorato alla Sicurezza del Comune, sorvegliano le strade e le attività commerciali del posto. Il tutto con un’idea di sicurezza intesa come bene comune. E con il proposito di salvaguardare anche l’integrazione sociale. Nelle ronde emiliane il pericolo della presenza di personaggi esagitati non c’è. Anche l’atteggiamento di partenza è ben distante dall’essere aggressivo. Questo perché sono l’educazione civica e il perseguimento del bene comune ad essere al centro dell’attenzione. Ma questi due valori lo sono altrettanto per i partiti politici che sono al governo attualmente?

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