Alluvione Modena, i danni al Lambrusco


In due giorni hanno pulito un intera cantina, completamente sommersa dalle acque dell’alluvione. Sono ingenti i danni nella terra del Lambusco, dove la maggior parte degli stabilimenti della zona sono stati sommersi dall’acqua. Nella via per Modena, la vecchia strada che portava a Bomporto questa la situazione della Cantina della Volta nata nel 1920, su incarico della famiglia Bellei, in prossimità dell’argine del Naviglio, luogo in cui le barche dovevano effettuare “la volta” nel loro percorso per riprendere la navigazione in senso contrario verso la città di Modena.
ci spostiamo verso Sorbara e andiamo a visitare la cantina e azienda agricola Bellei Aurelio e figli. Molto lavoro è già stato fatto, ma ora occorre pulira una ad una le bottiglie infangate per poi rietichettarle. Poi si spera per i macchinari, ancora pieni d’acqua.
Coldiretti aveva già lanciato l’allarme la scorsa settimana ricordando che c’erano sette giorni di tempo per salvare i vigneti di Lambrusco Doc e le pere Igp nei terreni alluvionati nella provincia di Modena che dovevano essere riportati all’asciutto il prima possibile in modo da scongiurare l’asfissia delle radici e la morte delle piante.

 

“Servono risorse per ristorare tutti i danni mobili e immobili, con procedure più snelle rispetto a quelle del terremoto. Si tratta di una tragedia che si è abbattuta su un territorio già duramente provato dal sisma e che ha colpito in modo particolare il settore agricolo”. Lo ha detto a Bologna l’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni, parlando dell’alluvione nel Modenese. Una richiesta avanzata dal presidente Vasco Errani e che Rabboni ha voluto ricordare in apertura di un convegno sul nuovo Psr 2014-2020. Frumento, orzo, segale sono andati persi; compromessa la produzione del Lambrusco di Sorbara, in difficoltà anche la frutticoltura e gli allevamenti. Questa la sintetica stima dei danni fatta dall’assessore: “se il terremoto aveva parzialmente risparmiato colture e campi, l’alluvione ha invece pesantemente compromesso un’agricoltura di eccellenza”. E mentre il Governo ha riconosciuto all’Emilia-Romagna 19 milioni per la messa in sicurezza del nodo idraulico Secchia-Panaro, Rabboni – nel fare il punto sulle iniziative in corso – ha ricordato in particolare il decreto con cui Errani ha dato il via alla ricognizione dei danni e del relativo fabbisogno economico e alla costituzione di una Commissione scientifica composta da esperti universitari di comprovata esperienza e competenza per analizzare le cause della rottura dell’argine del fiume Secchia.

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