Alleanza Cooperative sul caso Castelfrigo


L’Alleanza delle Cooperative Italiane dell’Emilia-Romagna interviene sulla grave situazione dei lavoratori delle due cooperative che operano nel settore lavorazione carni in appalto per l’impresa Castelfrigo a Castelnuovo Rangone, in provincia di Modena. “Ci uniamo allo sdegno espresso dall’assessore regionale alle Attività produttive Palma Costi – dichiarano Francesco Milza, Giovanni Monti e Massimo Mota, rispettivamente presidente e co-presidenti Alleanza delle Cooperative Italiane dell’Emilia-Romagna -. Le due imprese cooperative coinvolte nell’appalto della Castelfrigo che hanno annunciato la cessazione dell’attività, compromettendo il futuro occupazionale di 127 lavoratori, non solo non appartengono alle nostre centrali cooperative ma non rappresentano in alcun modo il nostro sistema basato sui valori della mutualità e della solidarietà. Queste cooperative spurie, oltre a causare gravi sofferenze e disagi alla forza lavoro interessata, danneggiano tutta la cooperazione emiliano-romagnola, un sistema sano e considerato un esempio da replicare altrove. Non possiamo permettere che il modello cooperativo venga infangato e usurpato senza scrupoli, abbiamo gli anticorpi per reagire ma ci servono anche strumenti legislativi più efficaci”. Per questo motivo, aggiungono Milza, Monti e Mota, “è arrivato il momento di approvare la legge contro le false cooperative che giace da più di un anno al Senato, dopo che le nostre Organizzazioni hanno raccolto 100mila firme in tutta Italia per chiedere norme più incisive con le quali poter fare pulizia nel mondo della cooperazione. Come rappresentanti delle principali centrali cooperative della regione, ribadiamo la disponibilità a tutti i soggetti istituzionali e del lavoro coinvolti, a fornire il nostro contributo per risolvere questa grave situazione”.

La vicenda relativa all’impresa Castelfrigo rappresenta solo l’ultimo di una serie di casi in cui sono stati firmati accordi per la piena applicazione contrattuale che invece si risolvono con il licenziamento dei dipendenti delle cooperative interessate. Le centrali cooperative modenesi hanno da tempo avviato un tavolo parallelo, che si va a integrare con quello istituzionale promosso dalla Provincia di Modena, per definire, nei confronti delle imprese del settore, procedure di emersione vincolanti e garantite dalle istituzioni quando si verificano problemi di questo tipo negli appalti. L’Alleanza delle Cooperative Italiane dell’Emilia-Romagna ritiene che quella intrapresa a Modena con il tavolo di contrattazione sia l’unica strada percorribile per uscire dalla grave situazione in cui si è venuto a trovare il comparto lavorazione delle carni.

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