Alleanza cooperative, appello al Governo


Un programma articolato di proposte per far ripartire il settore dell’edilizia, dare nuovo slancio alle imprese e tutelare i lavoratori del settore maggiormente colpito dalla crisi. Le proposte sono state presentate dall’Alleanza delle Cooperative Emilia-Romagna nel corso di un incontro che si è tenuto ieri, 29 luglio 2014, al ministero dello Sviluppo Economico per discutere della situazione del comparto dell’edilizia e delle costruzioni in Emilia-Romagna. Un tavolo regionale in agosto per mettere a punto le proposte per contrastare la crisi del settore edile e poi, a settembre, un incontro a Roma con il Governo. E’ quanto stabilito ieri nel corso della prima riunione tra Governo, Regione Emilia-Romagna e parti sociali sulla crisi delle cooperative edili. All’incontro, chiesto dalla Regione, hanno partecipato gli assessori regionali Luciano Vecchi (Attività produttive) e Alfredo Peri (Programmazione territoriale), il viceministro dello Sviluppo economico Claudio De Vincenti e la sottosegretaria al Lavoro, Teresa Bellanova, insieme ad una rappresentanza di sindacati e dell’Alleanza delle Cooperative. “Per l’Alleanza delle Cooperative la situazione va affrontata anche con provvedimenti straordinari vista l’intensità e la durata della crisi che ha colpito il settore – si legge in una nota – La situazione di insostenibile crisi del sistema delle costruzioni ha generato in Emilia-Romagna, solo per quanto riguarda la cooperazione,  un intenso e progressivo utilizzo degli ammortizzatori sociali, che oggi coinvolgono molti lavoratori. I processi di ristrutturazione delle imprese cooperative, già avviati da diverso tempo e  necessari a garantire la continuità e il rilancio aziendale, devono essere portati a compimento  il più celermente possibile. Si stima che tali processi produrranno esuberi: il piano presentato dall’Aci, oltre ad un programma di formazione e riqualificazione professionale per la ricollocazione del personale, prevede anche il ricorso alle formule più espansive di ammortizzatori sociali, in modo da consentire il collocamento in pensione ad un buon numero di lavoratori coinvolti nei processi di ristrutturazione”.

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