Allarme siccità nella bassa modenese


©Trc-TelemodenaMODENA, 5 LUG. 2012 – Sorge proprio sull’epicentro del terremoto del 20 maggio l’azienda agricola dei fratelli Belluti. Circa cinquecento ettari a conduzione familiare nella campagna di Finale Emilia in cui ora, oltre ai crolli e ai danni provocati dal sisma, bisogna fare i conti con il caldo e la mancanza di pioggia, che stanno compromettendo buona parte dei raccolti. Solo per l’irrigazione vengono utilizzati 3000 litri di gasolio al giorno. L’acqua arriva infatti da un canale distante un chilometro dai campi e viene pompata da ben 10 trattori – il doppio rispetto al solito – arrivando a pioggia sul mais e sul sorgo e a goccia sui pomodori e sugli alberi di pere dei fratelli Belluti. Che di fronte all’emergenza hanno dovuto fare una scelta: sacrificare una parte del raccolto per non perderlo tutto. Si annuncia insomma una estate di afa e di sofferenza. Ma una volta terminata l’afa, in quest’angolo della bassa, i problemi non finiranno. Anche il freddo fa paura a Franco Belluti, che in autunno sarà ancora alle prese con le conseguenze del sisma. Le attrezzature recuperate e ammassate all’aria aperta dovranno trovare riparo dopo il crollo delle strutture che le contenevano, ristrutturate appena tre anni fa.

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