Allarme Cia: “Crisi ortofrutta aggravata da maltempo”


“Molte aziende agricole stanno pensando di estirpare i pescheti con i frutti maturi pendenti, perché raccogliendoli si oltrepasserebbe la soglia di redditività e anche per gli ortaggi l’annata è disastrosa”. E’ l’amara annotazione di Marco Bergami, presidente provinciale della Cia di Bologna, che denuncia una situazione insostenibile nelle campagne dove, in sostanza, non si raccoglie il prodotto perché i prezzi non coprono i costi di produzione: si tratta di tonnellate di pesche, ma anche susine, cocomeri, meloni e tanti ortaggi danneggiati dalle piogge persistenti . “La situazione si è aggravata dopo l’embargo della Russia che di fatto ha bloccato l’esportazione di frutta e verdura di pregio, pronte per la spedizione. Inoltre ad inasprire l’annata ci sono stati il maltempo ed il calo delle temperature che hanno fatto scendere i consumi della frutta estiva, già molto bassi per la crisi complessiva dei consumi”.

 

 

Nonostante lo stanziamento, da parte dell’Unione europea, di circa 125 milioni di euro da destinare ai produttori ortofrutticoli colpiti dall’embargo della Russia, il problema persiste “e gli agricoltori sono veramente in ginocchio – prosegue Bergami – perché ci sono costi di produzione incomprimibili al di sotto dei quali non si riesce a scendere, mi riferisco ai mezzi tecnici (concimi, lavorazioni dei terreni prodotti fitosanitari) e a quelli della mano d’opera: così non si può più andare avanti. Siamo alle soglie del’Expo dove le eccellenze agroalimentari italiane dovrebbe rappresentare il biglietto da visita per tutta la nazione, ma come possiamo presentarci al Milano in questa situazione – si chiede Bergami –. Dobbiamo eliminare le onerose ‘triangolazioni’ che subiscono i prodotti dal campo ai banchi della spesa e, perché no, adottare il doppio prezzo nei negozi, ovvero quello riconosciuto agli agricoltori e quello di vendita al consumatore finale per far capire ai quali sono le dispersioni lungo la filiera. La Cia– ricorda il presidente della Cia bolognese – sono anni che si batte affinché venga adottato il doppio prezzo e oggi più che mai va rimesso a centro la questione”.

 

 

Le aziende agricole, incalza Begami, richiedono sgravi fiscali, a tutti i livelli, comunali, regionali e nazionali, ed anch’esse, con i redditi in picchiata, chiedono la rateizzazione delle tasse, così come lo sollecitano altre categorie di imprenditori, perché a dicembre molte aziende non avranno la liquidità per far fronte alle imposte. “La risposta del Commissario europeo all’Agricoltura, Dacian Ciolos, di supportare le imprese in questa annata difficile arriva con un mese e mezzo di ritardo rispetto alle nostre richieste – segnala ancora Bergami – Inoltre il mondo cooperativo deve agire in armonia con la Grande distribuzione per fare in modo che il valore aggiunto venga distribuito equamente lungo l’intera filiera distributiva, evitando che vi siano speculazioni da parte di pochi a discapito di molti lavoratori del settore”. L’unica nota positiva di questa annata viene dai cereali: “il frumento ha dato buone marginalità – conferma Bergami – come peraltro sembra andar bene per il mais. E’ una buona annata per il sorgo ed anche la soia: questa oleaginosa sembra assicurare ottime performance produttive, ma l’incognita resta sempre sui prezzi di vendita”. Infine l’erba medica, della quale è previsto un aumento delle superfici per via dell’introduzione di un regolamento comunitario, il cosiddetto greening, che impegna i produttori al rispetto di numerosi parametri ambientali. “Il rischio – conclude il presidente della Cia di Bologna – è di immettere sul mercato abbondanti quantitativi di fieno con ricadute negative sul prezzo”.

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet