Alla Festa di Bologna il Pd riparte dalla scuola


BOLOGNA, 24 AGO. 2010 – Cambia la società, la politica, i modi di farla, le etichette dei partiti, ma la Festa dell’Unità a Bologna resta e si fa chiamare ancora così. Da sessantacinque anni a questa parte. Ad essere precisi all’ingresso al Parco Nord da un po’ di edizioni si trova scritto Festunità, con la "u" maiuscola e rigorosamente rossa. Ma questa ellissi non la senti pronunciare da nessuno e tutti quanti dicono "Festa dell’Unità". A partire dagli organizzatori che in conferenza stampa stamattina hanno presentato il guarnito programma della kermesse del Pd in partenza giovedì 26 agosto. Tante le novità per una Festa che potrebbe essere ricordata come la prima senza la consueta "passerella" del sindaco nelle vesti di volontario che serve tra i tavoli dell’osteria. "Non possiamo chiedere alla Cancellieri di fare anche questo", ha scherzato il segretario del Pd di Bologna Raffaele Donini dopo aver annunciato la presenza del commissario a un dibattito fissato nella serata di chiusura del 20 settembre. Alla Festa provinciale dell’Unità di Bologna mancheranno anche gli esponenti delle cooperative della città, vista la decisione della locale Legacoop di disertare i dibattiti in programma.Una defezione che non spaventa Donini: "Alla fine della Festa il Pd sarà più forte perché grazie ai tanti incontri avrà definito meglio le sue proposte". E la carne da mettere al fuoco non manca. Col piatto principale delle primarie per scegliere il candidato sindaco, i cui tempi e modi, però, saranno decisi più in là. Ma l’obiettivo, ha spiegato sempre il segretario bolognese, è di arrivare al nome del candidato sindaco entro Natale. Altro argomento che sarà approfondito in molti dei 154 dibatti organizzati è quello degli effetti dei tagli dei trasferimenti previsti dalla finanziaria sui bilanci degli enti locali. Una serata in salsa padana, sul tema del federalismo, è prevista il 19 settembre, con il "duello" tra il governatore dell’Emilia-Romagna Vasco Errani e il leghista Roberto Calderoli.A partire dal 7 settembre, poi, la manifestazione diventerà vetrina per le politiche del Partito democratico in materia di istruzione. Bologna ospiterà infatti per la prima volta la Festa nazionale della scuola. "Bologna è il simbolo della buona scuola, che vogliamo e che proponiamo al paese", ha detto Francesca Puglisi, responsabile Scuola della segreteria del partito. Ci saranno incontri con Turco e Veltroni (7/9), Franceschini (8/9), Fioroni e Camusso (11/9), Ignazio Marino (12), Epifani (13) oltre Luigi Berlinguer, "che parlerà della nostra proposta di tenere le scuola aperte tutto il giorno, tutto l’anno" ha detto Puglisi. Anche nella serata con Pier Luigi Bersani si parlerà del mondo dell’insegnamento, specie nella parte iniziale del dibattito in cui verranno coinvolti associazioni, studenti, docenti e Popolo viola.

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