“All’università i soldi servono adesso”


©Trc-TelemodenaMODENA, 27 DIC. 2010 – “Le novità contenute nella riforma universitaria toccano fondamentalmente aspetti gestionali che cercano di snellire i processi decisionali, semplificando l’organizzione o restituendo precise responsabilità al rettore, al senato accademico, al consiglio di amministrazione e al direttore generale. La riforma interviene inoltre sulla promozione e selezione del mondo accademico individuando procedure, che nelle intenzioni vorrebbero avvicinare le università italiane a quelle straniere, dotate di sistemi sicuramente più efficienti”. A parlare è il rettore dell’ateneo modenese Aldo Tomasi dopo l’approvazione da parte del Senato del testo di legge di riforma universitaria. Dalla riforma Zecchino della didattica avvenuta dieci anni fa, l’Università italiana attende i finanziamenti necessari per potersi rilanciare.“La debolezza dell’impianto della legge – sottolinea Aldo Tomasi – è che all’annuncio di una riforma, ancora una volta si rinvia l’erogazione delle risorse all’emanzione di numerosi decreti attuativi” Decreti che dovrebbero giungere in porto, secondo quanto contenuto nello stesso testo di legge, entro sei mesi. Ma è proprio sui tempi che il massimo dirigente dell’ateneo modene esprime dubbi e perplessità. La paura infatti è che i fondi tardino ad arrivare con gravi ripercussioni per quegli atenei con i conti in ordine, come quello modenese, che in mancanza di stanziamenti non riusciranno a chiudere l’anno 2011 e a mantenere gli impegni presi con gli studenti e le famiglie. “Ora che la riforma è legge – incalza Tomasi – occorre scommetere sull’innovazione e su un’efficace triangolazione tra docenti, studenti ed azienda, come riconosciuto dalla Regione Emilia Romagna attraverso la creazione dei tecnopoli”. Per recepire tutte le novità organizzative e gestionali l’Università di Modena e Reggio Emilia dovrà dotarsi di un nuovo statuto entro dei mesi. “A questo sforzo – conclude il rettore – ci aspettiamo che il processo di rinnovamento trovi sostegno da parte del ministero e delle altre istituzioni regionali e locali e che, soprattutto, sia garantito con finanziamentri appropriati il diritto allo studio per gli studenti migliori”.

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