All’Alma Mater si assume, c’è posto per cinquecento


BOLOGNA, 11 SET. 2012 – Nel giorno in cui la classifica di Quacquarelli Symonds sancisce, ancora una volta, il primato italiano dell’Università di Bologna, unico ateneo del nostro paese tra i primi 200 del mondo, il rettore Ivano Dionigi ha annunciato un massiccio piano di assunzioni e promozioni. "E’ qualcosa di inedito anche prima della crisi, un messaggio di speranza in questi tempi dove il vento ci soffia in faccia", lo ha definito. L’Ateneo si appresta, infatti, a mettere sotto contratto circa 500 persone tra docenti, ricercatori e personale amministrativo, un numero solo ipotizzabile dal momento che saranno in gran parte i singoli dipartimenti a decidere come investire le risorse in arrivo che corrispondono a 150 punti organico secondo le tabelle ministeriali.I finanziamenti provengono dal bilancio dell’Alma Mater (circa 5 milioni per quest’anno) e da un lato confermano, ha sottolineato Dionigi, "che i nostri conti sono sani", dall’altro puntano ad innescare un meccanismo virtuoso: in futuro, infatti, sarà la produttività di queste scelte il criterio per nuovi investimenti. Dionigi ha individuato tre linee guida: "Il turnover, perché è dal 2007 che ai dipartimenti manca la possibilità di accedere a nuove risorse, l’eccellenza didattica e la ricerca". Il tutto si innesca con la riforma dell’Ateneo che prenderà il via a breve."La macchina è pronta, va solo tirata fuori dal garage", ha esultato il Rettore, felice anche per il riconoscimento internazionale: "Rimanere tra le prime 200 università del mondo è un vero miracolo. Tra tagli e aumento delle matricole cosa si chiedeva? Di guadagnare posizioni?". Piuttosto, ha concluso, "é il sistema Italia che non tiene più. L’ho detto anche al ministro Profumo e confido che anche quest’anno il presidente Napolitano ci darà una mano. Siamo tutti aggrappati a lui".

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