Alimentare, passa la legge sull’etichettatura dei prodotti


BOLOGNA, 25 APR – L’approvazione della commissione Agricoltura del Senato del disegno di legge di iniziativa del presidente Paolo Scarpa Bonazza Buora, contenente "Disposizioni in materia di etichettatura dei prodotti alimentari", è un importante passo avanti per la difesa delle vere produzioni made in Italy e in particolare per la carne di maiale, settore che attraversa un momento di forti difficoltà. E’ quanto sostiene Coldiretti Emilia-Romagna sottolineando che il provvedimento licenziato dalla commissione contiene la rilevante novità di imporre l’obbligo di indicare in etichetta "il luogo di coltivazione o allevamento della materia prima agricola utilizzata", superando problemi di compatibilità con la normativa comunitaria.Qualità più sotto controllo – L’etichettatura – sottolinea Coldiretti – diventa un importante strumento per gli allevatori suinicoli italiani per valorizzare la qualità della loro carne, che oggi viene pagata alla stalla sì e no un euro al chilogrammo, come una tazzina di caffè, mentre il consumatore paga anche 6 euro/Kg per una braciola di origine indefinita, che costringe gli allevatori a subire la concorrenza di maiali provenienti da Paesi in cui i costi, ma anche la qualità e le garanzie sanitarie e ambientali non sono paragonabili a quelle del nostro Paese, con tutti i rischi di inganni e speculazioni che una situazione del genere comporta.Etichette per tutti – Per le carni suine – commenta Coldiretti Emilia-Romagna – significa che l’indicazione dell’origine non si limiterà solo ai prodotti Dop, come il Prosciutto di Parma, ma a tutte le carni e a tutti i salumi, consentendo ai consumatori di poter riconoscere il vero "made in Italy", e di poter scegliere con cognizione di causa anche ad esempio nell’acquisto della carne fresca di maiale, come già avviene per la carne bovina e per quella di pollo. Secondo i dati di Coldiretti, in Italia ci sono oltre 5.000 allevamenti suinicoli che allevano 9,3 milioni di capi. Mille sono gli allevamenti in Emilia Romagna che allevano 1,6 milioni di maiali, il 10% in meno di dieci anni fa.

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