Alfredo Cazzola, “un uomo, un nome e un cognome”


BOLOGNA, 18 MAG. 2009 – A differenza dei suoi rivali, Alfredo Cazzola sostiene di avere una carta in più per diventare il nuovo sindaco di Bologna: "Noi vogliamo vincere e sappiamo vincere". Ha parlato così, forte dei suoi successi sportivi, e per quasi un’ora, presentando la propria squadra al Paladozza, davanti a circa 2.500 persone. Una squadra di undici candidati. tra cui tre donne, con la delega alla sicurezza a un leghista – il coordinatore cittadino Manes Bernardini – e quella alla cultura e Università che ha tenuto per se stesso. Una convention a metà fra lo stile Publitalia con presentatori, video e ringraziamenti alla regia, e quello da grande match sportivo scandito da cori ("Alfredo è uno di noi"), con applausi frequenti e riflettori che ruotano fra gli spalti. Oltre ai quasi 500 candidati seduti in platea, comprese le "women in red" dello staff, tra cui la figlia ventinovenne dell’ex presidente del Bologna calcio. In prima fila, "gli amici del Pdl": i coordinatori regionali Filippo Berselli e Giampaolo Bettamio, e Giovanni Salizzoni, numero uno della lista delle Libertà pro-Cazzola. Poi gli esponenti della Lega e del Terzo polo di centro-Dc. Ma anche un illustre intruso al loro fianco: il candidato della sinistra critica verso il Pd, il politologo Gianfranco Pasquino che ha spiegato di "non essersi sentito usato", ma che ha escluso qualsiasi apparentamento con "un programma così urlato". Con questa accoglienza, alle 21.42 l’aspirante vice sindaco Daniele Corticelli ha chiamato sul palco quello che ha definito "un uomo, un nome e un cognome". Gran sorriso e completo grigio, Cazzola ha cercato subito sponda nel pubblico chiedendogli: "Ma quando fanno i sondaggi siete sempre fuori? Siete in giro, non rispondete? Voi questa sera siete una realtà che tocchiamo con mano". Poi l’attacco ai due principali sfidanti: al mantovano Flavio Delbono, "un altro della bassa lombarda" (dopo Cofferati) che "allevato dalla nomenclatura, doveva vincere con il minimo sforzo e con l’unico compito di far dimenticare gli ultimi cinque anni di questa disastrosa amministrazione". Insomma un candidato "che sapevano debole", ma al quale ecco contrapposto un Giorgio Guazzaloca che "aveva già dato garanzie di saper perdere e che, non avendo fatto un giorno di opposizione, quando sarebbe stato necessario era pronto a perdere di nuovo". Fra tutti allora Cazzola resta l’uomo che finora ha sempre vinto e che, unico, ha ricordato più volte, ha presentato i suoi uomini prima degli altri e prima del voto. In più, un elenco dei progetti della Bologna che verrà, descritti brevemente con una serie di "slide" sullo schermo e con tanto di bollino sul tempo di realizzazione: da 180 giorni (entro Natale) a 1.800 giorni (i cinque anni di mandato). Ad esempio un piano anti degrado con pulizia di muri e portici investendo 2,5 milioni l’anno, 100 addetti alla polizia municipale, tre milioni spesi per rafforzare la videosorveglianza sugli autobus, un garante della trasparenza per appalti, un euro al giorno fino ai 18 anni per tutti i nati sotto le due torri, un fondo economico per la filiera commerciale e produttiva da 15 milioni e un mirabolante piano traffico fatto di tre sottopassi con parcheggi in zona stazione, via Saffi e via Irnerio, senza strisce blu in periferia: "il più grande piano di parcheggi mai fatto a Bologna".

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