Aldrovandi, primo anniversario dopo la sentenza


FERRARA, 26 SET. 2009 – “Questa Corte dichiara Monica Segatto, Enzo Pontani, Paolo Forlani, Luca Pollastri responsabili del delitto loro ascritto e li condanna alla pena di anni 3 e 6 mesi di reclusione”. Sono le ultime righe della sentenza che il 6 luglio scorso il Tribunale di Ferrara ha pronunciato nei confronti dei poliziotti responsabili della morte di Federico Aldrovandi. A leggerle è stata ieri sera la mamma del ragazzo, durante una manifestazione di commemorazione alla quale ha partecipato un centinaio di persone. A turno i familiari e gli amici di Federico hanno letto quelle carte che sulla vicenda hanno fatto un po’ di giustizia. Il luogo scelto per riunirsi è stato via Ippodromo, dove quattro anni fa, appena diciottenne, Federico è stato ucciso. L’anniversario è il primo dopo la sentenza di condanna dei quattro agenti per eccesso di omicidio colposo. Ora nella via il cartello su cui stava scritto “Zona del silenzio” è stato tolto. L’unica testimone a raccontare al processo cosa vide dalla finestra di casa sua è stata Anne Marie Tsegue. Anche lei ieri sera era presente al presidio in ricordo di Aldro. “In quella via non ci passo più”, ha raccontato sottolineando di fare fatica a pensare pensare di essere stata l’unica a vedere qualcosa: “Via Ippodromo è una via viva”. A lei resta il rimpianto di non essere scesa di casa: “Se non avessi avuto paura, se avessi pensato che poteva essere la fine per lui… ma ho pensato che la polizia stesse facendo il proprio lavoro”.Nel corso della manifestazione si è anche parlato dell’inchiesta bis, condotta dalla Procura di Ferrara sui presunti depistaggi della Questura cittadina durante le indagini sulla morte di Federico: “saranno i giudici a darci la verità che ancora ci manca”, ha detto Lino Aldrovandi, il papà di Federico. “In questa storia – ha continuato – non c’è stato rispetto per noi cittadini, e vorrei che questo servisse a tutti i giovani affinché credano sempre più nelle istituzioni e in chi ogni giorno svolge il proprio lavoro con onestà e giustizia. Non siamo contro la Polizia o la magistratura – ha precisato – noi abbiamo la massima fiducia nelle forze dell’ordine e nei giudici, non saremmo qui se non fosse stato così. Questo è il messaggio che lanciamo”.

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