Aldrovandi è pronto, il sì fra 3 settimane


BOLOGNA, 15 GEN. 2011 – Ha tutta l’aria di uno che la sua decisione l’ha già presa. Tuttavia Stefano Aldrovandi, ex manager Hera, ha rinviato di due-tre settimane la sua decisione definitiva sulla possibilità di candidarsi come civico alle elezioni per il sindaco di Bologna. Se non farà passi indietro su di lui dovrebbe convergere almeno il terzo polo. "Ci penso" è stato lo slogan scelto dall’imprenditore, che é stato anche presidente della Fondazione del Monte di Bologna. Lo ha comunicato in una conferenza stampa: ben organizzata, con badge, foto ufficiali e con un sito web (in allestimento) già pubblicizzato. Un po’ troppo per uno che non sa ancora se fare la sua corsa. "Mi conforta sapere – ha detto – che tante persone vedrebbero positivamente un mio impegno politico, attraverso una lista civica, nel rispetto dei partiti, ma in piena autonomia. Pertanto mi prenderò alcune settimane di riflessione, valuterò i miei impegni familiari e ascolterò le voci della città. Poi annuncerò la mia scelta definitiva senza alcun tentennamento". Per il momento, non parla di programmi né di possibili alleanze. In queste settimane Aldrovandi starà alla finestra, aspettando l’esito delle primarie del Pd e l’atteggiamento del Pdl che, al momento, sembra molto freddo. Aldrovandi ha assicurato che non cercherà nessuno, limitandosi a parlare con quelli che lo chiameranno. "Esistono – ha detto – le possibilità di realizzare grandi progetti, il segreto è lavorare di squadra e avere progetti ambiziosi che godano di un consenso diffuso: ciò raramente avviene a Bologna. Ma adesso per me, più che di parlare è ora di ascoltare". Ad ascoltarlo c’erano, fra gli altri, Roberto Flaiani di Fli e Gianfranco Pasquino. E se il terzo polo ha già fatto intendere che potrebbe sostenere Aldrovandi e farlo diventare il proprio candidato, più difficile che il Pdl e la Lega possano accodarsi. In attesa peraltro di sapere chi, domenica 23, vincerà le primarie e sarà il candidato del centrosinistra. "Le primarie – si è limitato a dire l’ex numero uno di Hera – non portano a sindaci vincenti, non credo a questo meccanismo". Ma ha ribadito il suo profilo civico: "in 40 anni di matrimonio – ha detto – io non so cosa voti mia moglie e lei non sa cosa voti io. L’unica mia esperienza politica è stata 35 anni fa con la Dc di Andreatta. Poi più niente". Fra due-tre settimane – quando forse la situazione politica sarà un po’ più chiara anche a livello nazionale –  Aldrovandi annuncerà se fare la propria lista civica e a quel punto anche i partiti dovranno scoprire le carte. Nel frattempo si è limitato a respingere le accuse di possibili conflitti d’interessi ricordando le sue esperienze precedenti. Ma anche l’autonomia da Giorgio Guazzaloca, che lo nominò a capo della municipalizzata Seabo che poi divenne Hera: "abbiamo fatto molte cose insieme, ma io sono io e Guazzaloca é Guazzaloca".L’ex sindaco è comunque il grande sponsor di Aldrovandi. E per motivare il suo sostegno all’ex manager di Hera si affida al paragone calcistico: "Stefano Aldrovandi è una persona perbene e capace – ha detto – può essere per Bologna ciò che Zanetti è stato per il Bologna calcio, una speranza e una soluzione". Secondo Guazzaloca, che ha partecipato, da spettatore, alla conferenza stampa di Aldrovandi, la sua candidatura potrebbe consentire alla politica bolognese "di uscire dagli schemi". Ma proprio l’ombra dell’ex sindaco alimenta le perplessità del centrodestra, memore dello schema del 2009 che presentò al via un candidato sostenuto da Pdl e Lega, Alfredo Cazzola, contrapposto proprio a Guazzaloca sostenuto dall’Udc.

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