Aldrovandi bis: tre condanne e un rinvio a giudizio


FERRARA, 5 MAR. 2010 – Arrivano altre condanne legate alla vicenda Aldrovandi, degli ulteriori passi avanti che servono fare almeno un po’ di luce e giustizia in più sulla barabarie che ha portato alla morte del diciottenne Federico, durante un banale intervento di polizia. Il gup Monica Bighetti ha condannato oggi tre dei quattro agenti imputati nel processo ‘Aldrovandi bis’ sui presunti depistaggi nelle indagini successive a quella tragica mattina ferrarese del 25 settembre 2005. il loro collega, l’unico a non scegliere il giudizio abbreviato, è stato rinviato a giudizio. L’estate scorsa altri quattro poliziotti della Questura di Ferrara sono stati ritentui responsabili e condannati a 3 anni e 6 mesi per eccesso colposo in omicidi. E in serata, dopo quasi tre ore di camera di consiglio, è giunta la decisione sui depistaggi, che conferma l’ipotesi accusatoria dell’intralcio alle indagini fin dal primo momento e pone fine all’udienza preliminare. Paolo Marino, dirigente dell’Upg all’epoca, è stato condannato a un anno di reclusione per omissione di atti d’ufficio, per aver indotto in errore il pm di turno, non facendola intervenire sul posto. Per lui il pm Nicola Proto aveva chiesto un anno e quattro mesi. Dieci mesi invece – rispetto ai due anni e sei mesi chiesti – a Marcello Bulgarelli, responsabile quella mattina della centrale operativa, per omissione e favoreggiamento, mentre è caduta la falsa testimonianza. Otto mesi, infine, all’ispettore di polizia giudiziaria Marco Pirani, per cui era stato chiesto un anno e mezzo. all’epoca dei fatti Pirani collaboratore del primo pm dell’inchiesta, Mariaemanuela Guerra che poi lasciò per incompatibilità, accusato di non aver trasmesso, se non dopo diversi mesi, il brogliaccio degli interventi di quella mattina. Per il quarto poliziotto, Luca Casoni, unico a non scegliere il giudizio abbreviato, il giudice ha fissato invece il processo per il 21 aprile. E’ coinvolto per una telefonata con Bulgarelli che, quando apprese da lui che il ragazzo era morto, chiese "in che modo" e Casoni gli disse "stacca", intimandogli di interrompere la registrazione.

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