Aldrovandi bis, concluse le indagini sulle omissioni


FERRARA, 30 LUG. 2009 – A poco meno di un mese dalla sentenza di primo grado che ha condannato a 3 anni e 6 mesi i quattro poliziotti che hanno riempito di botte Federico, si sono concluse oggi le indagini sulla sulla cosiddetta “Aldrovandi bis”.  L’inchiesta punta ad accertare presunte irregolarità avvenute durante lo svolgimento delle indagini sulla morte del 18enne ferrarese, avvenuta il 25 settembre 2005. “Si tratta di una seconda fase del processo principale che per noi è un completamento dell’intera vicenda. Abbiamo sempre chiesto giustizia per Federico e credo che senza certe stranezze le indagini sarebbero state molto più rapide. E forse non avremmo dovuto attendere quattro anni prima di ottenere una sentenza”. Questo è il commento di Patrizia Moretti, la madre del ragazzo. Che si dice convinta "che qualcuno abbia un debito verso l’intera città. Oltre a noi come famiglia – continua infatti la donna –  è stata ingannata tutta Ferrara”.Tutta la vicenda ruota attorno agli interventi delle volanti che hanno raggiunto Federico in via dell’Ippodromo all’alba del 25 settembre. Il verbale originale, numero di serie 686, riferisce che la prima pattuglia è arrivata sul posto alle 5.45, la stessa ora della prima chiamata al 113. Solo successivamente, a penna, l’orario è stato posticipato alle 5.50. Il foglio 686 verrà poi cancellato con dei segni trasversali perchè smentito dal 687, che riporta un altro intervento effettuato dalla squadra mobile quella notte alle ore 5.45. I due interventi diventano dunque inconciliabili dal punto di vista cronologico. Perciò è stato creato il foglio 688, in cui appare l’orario “ufficiale” delle 5.50. Ma solo quest’ultimo verbale sarebbe stato trasmesso alla polizia giudiziaria.Solo nel maggio 2007 Fabio Anselmo, l’avvocato della famiglia Aldrovandi, è venuto a conoscenza di queste incongruenze. Nelle quali sono coinvolti quattro poliziotti: Paolo Marino, all’epoca dirigente dell’ufficio volanti, Marco Pirani, della polizia giudiziaria e allora braccio destro dell’ex pm Mariaemanuela Guerra, Marcello Bulgarelli, che il giorno della tragedia era responsabile della centrale operativa 113, e Luca Casoni, capo turno delle volanti. In particolare, gli ultimi due agenti sono stati ascoltati in aula lo scorso 28 gennaio in merito ad una loro conversazione telefonica del 25 settembre. Casoni ha raccontato che intorno alle 6 si è fatto portare da una pattuglia in via Ippodromo. A un certo punto si trova al telefono con Bulgarellli e, alla domanda del superiore – insospettito del brevissimo lasso di tempo intercorso tra la chiamata di supporto ai carabinieri e la richiesta di un’ambulanza – su cosa sia successo, sembra dire “stacca” . “Staccare” significa in questo caso “continuare la conversazione senza essere registrati”, ma Casoni non ricorda cosa si siano detti in quel frangente. Qualcosa di sicuro, visto che il frammento di conversazione consegnato ai nastri dura una ventina di secondi, mentre – secondo i tabulati Telecom – quella telefonata dal cellulare è durata 1 minuto e 18 secondi.Stamattina, quindi, il pm Nicola Proto ha depositato l’avviso di chiusura indagini e in queste ore stanno arrivando le notifiche ex art. 415 bis del codice penale ad altri quattro poliziotti indagati per quanto successe, o non successe, dopo il 25 settembre.Ora bisogna aspettare che passino i 20 giorni di rito  – anche se, complice la pausa estiva, i termini slitteranno a inizio ottobre – in cui si potranno presentare le memorie e i documenti relativi alle investigazioni del difensore. Dopodiché verrà fissata l’udienza preliminare davanti al gip, che deciderà se accogliere la richiesta di rinvio a giudizio o se decretarne l’archiviazione.

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet