Alcool no, sì, forse. Bologna si complica la vita


BOLOGNA, 27 LUG 2009 – Red Bull in lattina sì, cedrata Tassoni in bottiglia no, e poi assolutamente niente birra, niente vino, niente superalcolici. Flavio Delbono a modo suo si lancia nella crociata anti-alcolica tanto di moda questa estate e lo fa complicando la vita ai suoi concittadini e agli immigrati (regolari, anzi regolarissimi sennò niente licenza) che gestiscono i negozietti alimentari del centro storico.I negozi di alimentari, fruttivendoli, gelaterie e pizzerie a taglio che vendono alcolici o bevande in bottiglie di vetro nel centro di Bologna – dice la nuova ordinanza del nuovo sindaco – da lunedì prossimo dovranno chiudere alle 22. Tutti gli esercizi commerciali interessati (sono 363) questa settimana dovranno fare una scelta: o vendono alcolici ma alle 22 devono tirare giù la serranda, oppure possono rimanere aperti oltre le 22, ma rinunciano per sempre alle bottiglie e all’alcol.Quindi chi vorrà tenere aperto la sera dovrà, in pratica, togliere vino e birra dai propri scaffali. L’ordinanza riguarda non solo la zona universitaria e via del Pratello, le aree della movida notturna, ma una larga fetta del centro storico. L’ordinanza (che resta in vigore fino al 30 novembre, in via sperimentale) è destinata a cambiare la fisionomia dei molti negozi di alimentari, gestiti soprattutto da immigrati asiatici. Nell’ordinanza non c’è nessuna prescrizione, invece, per bar, osterie e trattorie, che invece erano stati presi di mira da alcune ordinanze emesse dal predecessore di Delbono, Sergio Cofferati. L’ordinanza riguarda tre zone della città: la prima è l’ area di piazza Verdi, via Zamboni e dell’Università, la seconda va dalla stazione a via Lame, via Marconi, via Riva Reno e un’ ampia fetta del centro, la terza riguarda la zona fra via del Pratello e piazza San Francesco. Per i trasgressori sono previste multe fra i 300 e i 500 euro che, in caso di reiterazione, possono arrivare fino alla sospensione della licenza."L’ordinanza firmata oggi – ha spiegato Delbono – è già stata illustrata alle associazioni di categoria e ai presidenti di quartiere e sarà illustrata con una campagna informativa. Con questa modalità sarà anche molto più facile fare i controlli: i negozi che vogliono vendere alcolici e che dopo le 22 continueranno a rimanere aperti saranno infatti passibili di sanzioni". Sarà anche più facile fare i controlli, ma tanto chi vuol bere continuerà a bere e, tra un divieto e l’altro, la vita dei bolognesi si farà ancora più complicata.

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