Alcisa, botta e risposta sulla mortadella


C’è la mortadella al centro di un botta e risposta che ieri ha visto protagonisti la Flai Cgil di Bologna e Massimo Romani, direttore generale di Alcisa. Tutto è cominciato in mattinata con un comunicato del sindacato degli alimentari bolognesi, a cui è seguita nel pomeriggio la risposta dell’azienda facente parte del gruppo Grandi salumifici italiani.

“Stanno portando via la mortadella da Bologna: la produzione del salume di fascia alta è stata avviata a Modena, con la ricetta bolognese, violando così un accordo di cui le istituzioni locali si sono fatte garanti”, ha spiegato in una nota il segretario della Flai-Cgil di Bologna, Vincenzo Grimaldi. Annunciando nel contempo la mobilitazione del personale: due fermate di mezz’ora, dalle 13.30 alle 14 e dalle 15.30 alle 16 decise ieri al termine di una assemblea dai dipendenti allo stabilimento Alcisa di Zola Predosa, in provincia di Bologna.

“Ho appreso con stupore dalla stampa dello sciopero allo stabilimento Alcisa di Zola Predosa e delle motivazioni adotte – ha poi dichiarato Romani – dallo stabilimento non è stato sottratto neppure un grammo di produzione di mortadella di fascia alta per dirottarlo sullo stabilimento di Modena, come invece sostiene il sindacato. Stiamo onorando gli accordi assunti all’atto di acquisizione del marchio e dello stabilimento, quando rilevammo un’azienda dalla grande tradizione, ma che, per diverse ragioni, era sull’orlo della chiusura. Abbiamo salvaguardato l’occupazione, investito nei processi e nei prodotti e riposizionato i salumi Alcisa”.

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet