Albalat ripartecon scalere antisismiche


©TrcMODENA, 7 DIC. 2012 – Del 20 maggio rimangono soltanto le impressioni: per cominciare, quelle delle forme cadute a terra alle quattro del mattino, durante la prima scossa, quella che al magazzino del caseificio Albalat ha procurato la totalità dei danni. Le altre impressioni sono nelle foto di Gianni Marconi, che decorano la sala pronta a tornare magazzino, ma non subito: prima, c’è da ringraziare gli amici e gli alleati in un’operazione di recupero, vendita e ricostruzione che ha rimesso in affari il caseificio, e altri con esso. L’ospite d’onore è la decana delle forme: sedici anni. Qualcuno dice che ha portato fortuna, qualcuno dice il contrario, com’è normale che sia. Seimila delle forme terremotate, trasportate a Novi dopo la prima scossa, di terremoti ne hanno vissuti addirittura due, riuscendo a cavarsela. Alla presenza di autorità, amici e collaboratori, Albalat presenta le nuove scalere, che a differenza delle precedenti sono pronte a salvare le vite degli operai – e l’incolumità delle preziose forme – dal rischio di un nuovo sisma e un nuovo crollo.

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