Al Pd suona la sveglia dei referendum


20 MAG. 2011 – Meglio tardi che mai. A distanza di tre settimane dalla consultazione, arriva il sostegno del Partito democratico ai referendum che impediscono il ritorno al nucleare e bloccano la privatizzazione dell’acqua e gli interessi finanziari su di essa. Temi sui quali il Pd non ha mai avuto (ma quando mai capita?) una posizione ferma e decisa. Nel programma elettorale per le politiche 2008, seppure fra le righe, il ritorno all’atomo c’era. E per quanto riguarda l’acqua, una levata di scudi in difesa del bene comune contro i pericoli del mercato non si è mai fatta notare da Bersani e co. A provare il contrario ci prova il segretario del Pd emiliano romagnolo, Stefano Bonaccini, che oggi ha presentato una campagna dal titolo "Il governo scappa, io vado a votare sì". I democratici si sono detti consapevoli che non sono i soli a portare avanti questa battaglia, "ma i grandi partiti, come il nostro, hanno il dovere di mobilitarsi", ha spiegato Bonaccini. L’apporto del partito alla rincorsa del quorum si farà dunque sentire. Nonostante gli attriti con chi ha dipinto il Pd come un partito che sale all’ultimo momento sul carro dei vincitori (in riferimento, soprattutto, al grande successo in regione del Movimento cinque Stelle alle amministrative): "In novembre abbiamo presentato una risoluzione contro il nucleare – ha detto – votata anche dal Movimento. E le iniziative e i materiali che presentiamo non sono stati preparati ieri: grillini o non grillini se non passassero i referendum sarebbe una sciagura per questo paese".Al Movimento e a Pdl e Lega si è comunque rivolto il segretario: ai primi ha chiesto di riflettere sulle cose che li uniscono al centrosinistra "perché non accetto il fatto che siamo tutti uguali. L’idea di società che proponiamo non è uguale a quella del centrodestra. Non parlo di apparentamenti e alleanze perché loro, legittimamente, hanno scelto di non apparentarsi. Dico solo che il Movimento, autonomamente e internamente, dovrà riflettere su come usare il consenso che hanno ricevuto. Ma è una riflessione che faranno loro"; al centrodestra, Bonaccini ha invece chiesto di sapere cosa pensano davvero dei referendum "perché anche la Lega sosteneva la Bernini in Regione che è stata forse l’unica candidata a dire che era disposta a costruire una centrale in Emilia-Romagna".Il primo momento di mobilitazione sarà domani a Caorso (Piacenza), con pullman che partiranno da Bologna, Ferrara, Modena, Reggio-Emilia e Parma per partecipare alla catena umana che collegherà la centrale al paese. Stampati anche decina di migliaia di pieghevoli in cui sono spiegate le ragioni dei sì. In giugno, una grande manifestazione a Bologna concluderà questo sforzo per raggiungere il quorum.

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