Al lavoro per accogliere 3700 migranti


BOLOGNA, 7 APR. 2011 – Trovare una sistemazione di un livello minimamente umano per le persone giunte a Lampedusa dall’Africa. Qualcosa finalmente si muove, con un vergognoso ritardo, ma si muove. La sbandata del governo dallo slogan di un suo ministro "foera dei ball" alla ricetta del permesso di soggiorno temporaneo per tutti, porterà in Emilia-Romagna 3700 bisognosi. NIENTE TENDOPOLI – Non verranno ospitati in tendopoli e nemmeno in maxi accampamenti, ma in strutture di piccole e medie dimensioni, più o meno già disponibili. Di questo si è parlato nella sede della Regione all’incontro tra i sindaci emiliano romagnoli e la protezione civile, che avrà l’incarico di gestire gli arrivi. Tra le destinazioni si è fatto il nome di Cella, frazione di Reggio Emilia, dove esiste un accampamento utilizzato dagli operai della Tav e ora in disuso. Per la provincia di Modena si è parlato di Montefiorino. Per quanto riguarda il ferrarese, di Casalia.UN PO’ PER UNO – Tanti i dettagli ancora in via di definizione. Di certo si sa che i primi migranti dovrebbero arrivare fra pochi giorni. La loro distribuzione nei Comuni sarà sempre proporzionale alla polluzione residente. "Ogni territorio – ha ribadito il sottosegretario alla presidenza della Regione Alfredo Bertelli che coordina la cabina di regia – farà la propria parte, nessuno si sottrarrà al problema". Da qui a martedì, con la protezione civile che tirerà le fila del lavoro, saranno individuate almeno le prime strutture pronte all’accoglienza. A PICCOLI GRUPPI – "Saranno fatte delle valutazioni – ha detto Bertelli – territorio per territorio, comune per comune, per individuare strutture in grado di ospitare piccoli numeri di persone, qualche decina. Ogni scelta sarà così concordata con gli enti locali, che non subiranno imposizioni, ma che si assumono una parte della responsabilità. Con piccoli numeri sarà anche più facile da gestire". L’idea è quella di trovare strutture già pronte, perché potrebbero non esserci i tempi per interventi di manutenzione straordinaria. L’APPORTO DELLA CARITAS – La Regione ha coinvolto anche la Chiesa, cercando di trovare, con le Caritas diocesane e con altri enti religiosi, spazi pronti all’accoglienza. Saranno coinvolte anche le associazioni di volontariato. Gli ospiti di queste strutture, sulla base dell’accordo raggiunto, avranno un permesso di soggiorno di sei mesi, durante il quale, se sarà accolta la richiesta del Governo, potranno anche trasferirsi in altri paesi europei. Discorso a parte, ovviamente, per chi avrà diritto allo status di rifugiato politico.CHI PAGA – La cabina regia ha anche ribadito al governo che è necessario un impegno finanziario "perché i Comuni – ha precisato Berselli – non hanno i mezzi non solo per pagare, ma nemmeno per anticipare" i costi del soggiorno. Che, secondo le prime stime, potrebbe aggirarsi sui 60 euro al giorno, fra vitto e alloggio.LA PRECEDENZA AI MINORENNI – C’è poi la questione dei minori che avranno una corsia preferenziale. "Non dimentichiamoci – ha spiegato il sindaco di Imola e presidente dell’Anci regionale Daniele Manca – che i Comuni hanno già la competenza sui minori non accompagnati, e che saranno inseriti nella rete di accoglienza".

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