Al bando i dubbi, a Bologna comincia l’era Porcedda


BOLOGNA, 14 LUG. 2010 – Non sembri esagerato (diremo il perché). A Bologna c’è chi definisce avvio dell’era Porcedda le decisioni di questi giorni inerenti il Bologna calcio. Non si tratta di esagerazione. Infatti da quasi 10 anni la squadra e la società sono state sballottate più volte, spesso senza criterio come nella esperienza dei Menarini. Alti e bassi  economici, tecnici e nei risultati per lo più deludenti quando non pesantemente negativi. Ecco perché oggi, con l’arrivo dei sardi, sembra aprirsi una nuova era, un passaggio atteso da tempo dagli sportivi e quindi accolto in prevalenza con notevole favore. Pochi si sono chiesti perché un brillante uomo d’affari cagliaritano decida di mettere un pacco di milioni per acquistare il Bologna. O meglio, pochi si sono dati una risposta, perché si tratta di spaccarsi le meningi senza venire a capo di nulla. Allora sarà giusto quanto dice Sergio Porcedda: "Ho preso il Bologna perché ho voglia di calcio da fare in una squadra conosciuta ed in una città appassionata". Tutto e niente, quindi, a dirla tutta. Però lo sbarco è avvenuto ed è il momento di dare le prime occhiate a quanto sta avvenendo. Due cose prima dei fatti tecnici. Forse due posti riservati in consiglio al 20% posseduto dai Menarini sono troppi. Ma bisogna anche dire che nulla sappiamo di preciso sulla reale quantità di euro intascata da Renzo e Francesca e non escluderei prossimi assestamenti in tal senso, anche perché i nuovi hanno già detto che i debiti sono veramente tanti. Insieme, poi, colpisce un tantino che il Cda raccolga sì i due consiglieri del gruppo Menarini, ma che tutti gli altri siano sardi. Personalmente avrei preferito che Porcedda avesse inserito un bolognese almeno, di sua scelta, ma di buona caratura e di accertata personalità. Un Cda è una sede di discussione e i sardi possono aver bisogno di qualche valutazione ulteriore, oltre a quelle di Francesca e di Ricci, che finora non hanno proprio brillato.Ma la marcia innestata per il mercato manda velocemente in soffitta simili dubbi, pur se ragionevoli. Quasi tutte buone le mosse realizzate o annunciate. Niente pianti sui vecchi a fine contratto. Ricerca a 360 gradi in Italia e fuori. Tendenza a preferire ragazzi di età medio-bassa, senza escludere nomi di richiamo una volta assicurato l’impianto della rosa necessaria. Sicuri, ora, Lupatelli secondo portiere, Meggiorini davanti ed il difensore Esposito dal Genoa. Molta altra ancora la carne al fuoco. Ma, ripeto, è soprattutto piaciuta l’idea di tuffarsi nel mercato, di non ripetere le litanie udite per anni del voglio ma non posso, delle conclusioni in cui si ritrovavano i soliti a fine carriera e spesso pure di bassa qualità.Il presidente in persona, Sergio Porcedda, ha sintetizzato così: "Vorremmo una squadra che fosse salva con pochi patemi, puntiamo alla parte di sinistra della classifica e ci vorremmo pure divertire un po’". Sarà molto, sarà poco? Sono tante le novità di questo calcio bolognese che le risposte sono difficili, molto difficili.

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet