AirBnB, boom di turisti a Bologna


Il boom di turisti registrato a Bologna negli ultimi anni non ingrassa solo le tasche dei commercianti o di chi possiede strutture ricettive tradizionali come hotel o bed and breakfast. Anche i bolognesi ne stanno traendo vantaggio. Soprattutto quelli che hanno deciso di affittare una stanza o una casa intera tramite AirBnB, il portale nato nel 2007 proprio per mettere in contatto persone alla ricerca di alloggi a breve durata con privati disponibili alla locazione. Se a gennaio 2016 gli annunci pubblicati per Bologna erano 1.789, un anno dopo, a inizio 2017, erano già saliti a 2.532, mentre a gennaio 2018 l’offerta totale è arrivata a 3.025: 1.847 appartamenti o case intere, 1.115 stanze private e 63 camere condivise. Questi i numeri dell’offerta. Ma quanto rende? Nel 2017 i bolognesi che hanno affittato una casa con questo sistema hanno incassato in totale quasi 27 milioni di euro, con un aumento del 66% rispetto all’anno precedente. Nel solo mese di settembre 2017 le entrate da annunci Airbnb a Bologna hanno superato i 3 milioni e mezzo di euro. Entrate date prevalentemente dagli affitti di “case intere”, più numerose e ovviamente più costose: basti pensare che l’incasso annuale medio per una tipologia del genere, calcolato con un tasso di riempimento mediano e a un prezzo di pernottamento medio – intorno agli 89 euro lordi a notte, che arrivano ad 80 una volta tolte le spese di gestione -, è pari a quasi 20 mila euro all’anno. In totale, la capienza massima degli alloggi Airbnb sotto le Torri è di 9.095 visitatori. Ma visto l’aumento costante della domanda e gli incassi, nonché la facilità di gestione per un proprietario di immobile – l’host si registra infatti gratuitamente sul portale Airbnb e può disattivare e riattivare l’annuncio quando vuole – anche l’offerta è destinata a crescere

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