Aids: il contagio è sempre più eterosessuale


BOLOGNA, 1 DIC. 2009 – Nel bienno 2007-2008, ogni centomila emiliano-romagnoli ci sono stati 2,8 nuovi casi di AIDS e 9,1 di persone sieropositive. Si tratta di una conferma della lieve flessione che ultimamente ha interessato i primi e di una sostanziale stabilità per quanto riguarda l’infezione da HIV. Che viene trasmesso soprattutto per via sessuale e colpisce in maggior parte il contatto etero. Lo rivelano i dati contenuti nel rapporto che viene presentato, come ogni anno, in occasione del 1° dicembre, Giornata mondiale per la lotta all’AIDS. Un’occasione per focalizzare l’attenzione su risultati e prospettive rispetto alla prevenzione e alla cura dell’AIDS e per informare una volta di più sui rischi nelle modalità di trasmissione del virus, in particolare quelle legate ai rapporti sessuali, che negli ultimi anni risultano essere le prevalenti.  Molte sono le iniziative previste in regione per la Giornata, realizzate con il coinvolgimento di Aziende sanitarie, Enti locali, Associazioni di volontariato impegnate nella lotta all’AIDS. Tra gli eventi, la presentazione a Ferrara dei risultati del concorso giornalistico “Write-Aids”, rivolto a tutti i cittadini, e “Non me la scorderò mai”, la tavola rotonda di Bologna sul tema dei comportamenti a rischio.La Regione interviene anche con uno stanziamento di 2 milioni di euro, attinti da fondi statali, per finanziare il 13° programma di attività formative e di sensibilizzazione, approvato con una delibera approvata dalla Giunta nella seduta di ieri. Il programma comprende la realizzazione di un corso regionale rivolto a medici e infermieri del reparti ospedalieri di malattie infettive e al personale dei servizi territoriali impegnati nell’assistenza domiciliare ai malati di AIDS, e il sostegno ai progetti educativi delle Aziende sanitarie destinati agli adolescenti e alla popolazione straniera.In occasione di questo 1° dicembre, la Regione presenta inoltre i primi dati del nuovo sistema di sorveglianza sulla sieropositività, avviato in tutta l’Emilia-Romagna all’inizio del 2009, con anche l’acquisizione “retrospettiva” dei dati relativi al 2007 e 2008. L’Osservatorio regionale è stato realizzato a partire dalle esperienze maturate dall’Osservatorio provinciale di Modena – che coinvolge l’Azienda Usl e l’Azienda Ospedaliero-Universitaria ed è attivo dal 1985 – e dal più recente sistema di monitoraggio dell’Azienda Usl di Rimini. Il nuovo sistema registra tutti i nuovi casi di HIV, adulti e pediatrici, presi in carico dalle strutture specialistiche di assistenza, le Unità operative di malattie infettive e di pediatria.I dati regionali sulla sieropositività riferiti al 2009 sono ancora in fase di elaborazione. Il dato del 9,1 di persone sieropositive ogni centomila abitanti del biennio 2007-2008 è in linea con quanto viene evidenziato per il 2008 in Italia dal sistema di sorveglianza europeo (9,7 ogni centomila abitanti, secondo “Eurosurveillance: HIV and AIDS in the European Union, 2008”), che mostra inoltre come il trend delle nuove diagnosi di sieropositività nell’area ovest della Regione Europea, di cui è parte l’Italia, sia stabile dal 2002. Un confronto regionale con anni precedenti il 2007-2008 non è ancora possibile; tuttavia i dati desunti dell’Osservatorio di Modena confermano anch’essi una costanza nelle nuove diagnosi a partire dagli anni 2000.Dai dati dell’Osservatorio regionale si evince che la modalità di trasmissione principale si conferma essere quella sessuale; gli uomini sono più numerosi delle donne: 13,5 ogni centomila persone rispetto al 4,8. La fascia di età più interessata è negli uomini quella compresa tra i 30 e i 49 anni (oltre 64%), mentre nelle donne è più precoce: il 68% è compreso in una età tra 20 e 39 anni. La modalità di trasmissione sessuale riguarda l’81% dei nuovi casi diagnosticati di HIV; di questi oltre il 50% riguarda il contatto eterosessuale.I nuovi casi di AIDS nel 2008 in Emilia-Romagna sono stati 112, un dato sottostimato per il cosiddetto “ritardo di notifica”, il tempo che intercorre tra la data di diagnosi e il momento in cui la segnalazione perviene al Centro Operativo Aids (Coa) dell’Istituto superiore di sanità. Il dato conferma la lieve flessione registrata negli ultimi anni; il tasso biennale (più stabile), registra un 2,8 casi di AIDS ogni centomila abitanti. Resta alto il numero delle persone che al momento della diagnosi di AIDS non sa di essere sieropositivo: nella regione la data del primo test HIV positivo e la data di diagnosi della malattia nel 1996 coincidevano nel 14% dei casi, nel periodo 2004-2008 la percentuale è salita al 45,7% (306 casi su 669).Sul fronte della prevenzione e promozione della salute, oltre all’attività dei servizi di prevenzione e assistenza, continua l’impegno del Servizio sanitario regionale in atto da alcuni anni: il telefono verde regionale AIDS 800 856080 (gestito dall’Azienda Usl di Bologna) fornisce informazioni per prevenire l’infezione e permette di prenotare, gratuitamente e in anonimato, il test HIV; il sito internet regionale www.helpaids.it (gestito dalle Aziende sanitarie di Modena) assicura anche consulenze on line.

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