Aidepi: per la pasta servono accordi di filiera


Accordi di filiera tra pastai e agricoltori italiani, con premi di produzione sulla qualità perché ancora oggi un terzo del grano duro italiano non è adatto a fare la pasta. Lo ribadisce oggi Aidepi, l’Associazione delle Industrie del Dolce e della Pasta Italiana, durante un tour negli stabilimenti di produzione del piatto italiano per antonomasia della Barilla a Pedrignano di Parma. La pasta italiana è e resta la migliore del mondo perché per legge (la norma che compie quest’anno cinquanta anni) deve contenere solo grano duro di qualità e per questo seleziona solo i migliori per assicurare la tenuta al dente. Questo, alla fine, il segreto che ha permesso agli spaghetti italiani di diventare i più amati al mondo e permettere, in 50 anni, di far passare l’export dal 3 al 56% con il record assoluto che un piatto di pasta su quattro al mondo parla italiano. Per fare questo l’industria della pasta ha operato ed opera per migliorare sempre di più la selezione delle materie prime. Ad esempio, l’aumento delle rese del grano italiano ha dimezzato in 100 anni il ricorso al grano estero ed ora si tratta di renderlo ancora più adatto alla pastificazione. Ma si deve ancora fare di più sul fronte interno. ”A differenza degli altri pastai, noi italiani siamo vincolati dalla legge ‘di purezza’ a produrre pasta di qualità – spiega Paolo Barilla, Presidente di Aidepi – Ma ci prendiamo volentieri questa responsabilità, pur di garantire ai consumatori italiani e di tutto il mondo che la pasta che portano in tavola sarà sempre buona e sicura, indipendentemente da quello che può succedere nel campo di grano. Il grano è un prodotto agricolo e, a seconda delle condizioni climatiche, lo stesso terreno potrà produrre un anno un raccolto eccellente, l’anno dopo uno meno buono, e così via. Per questo da 200 anni noi pastai cerchiamo, scegliamo e misceliamo i grani migliori al mondo, combinando le diverse varietà di grano come un pittore mescola i colori o un musicista sceglie le note. Solo così possiamo assicurare la qualità costante della nostra pasta». E i pastai italiani lo fanno, da sempre, scegliendo i migliori grani prodotti in aree vocate come Francia, Australia, Messico, Canada e Stati Uniti.

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