Agroalimentare, in ERcrescono produzione e export


MODENA, 26 GIU. 2013 – Aumenta la produzione, l’export e il lavoro dipendente, ma calano i redditi delle aziende agricole. Sono alcuni dei dati presentati a Mirandola al convegno sul sistema agroalimentare 2012 in Emilia-Romagna. Nonostante la siccità e il terremoto, la produzione agricola regionale è cresciuta del 3,4%, a 4 miliardi e mezzo di euro, ma a causa dell’aumento dei costi le aziende hanno guadagnato il 2% in meno rispetto all’anno precedente.La siccità ha causato, in base alle stime, un 20% in meno di produzione vegetale, mentre il sisma ha provocato danni per 2,3 miliardi di euro a caseifici, magazzini, stalle, cantine, impianti frigo o di lavorazione oltre a macchinari e scorte. Con 600 milioni di euro di produzione lorda vendibile, la provincia di Modena si attesta al terzo posto in regione, dopo Ferrara e Forlì-Cesena. E tutto ciò malgrado il sisma, che ha causato al settore agricolo e agroindustriale danni quantificati in circa 2,3 miliardi di euro. Ma più che la produzione agricola ha colpito i caseifici e i magazzini di stagionatura; le cantine e le acetaie, le strutture per la lavorazione e la conservazione dell’ortofrutta e dei cereali. Consistenti anche i danni a macchine, attrezzature e scorte. La provincia più colpita è stata quella di Modena con oltre il 91% dei danni totali. Quella del sisma è una delle aree a più forte vocazione agricola e agroindustriale del Paese, con oltre 14 mila aziende agricole e oltre 1.200 allevamenti, oltre a produzioni di eccellenza come il Parmigiano reggiano, il Prosciutto di Parma e i Salumi di Modena e Reggio, l’Aceto Balsamico di Modena, il Lambrusco. Tra le produzioni che sono andate meglio c’è il vino, +40%, un risultato questo reso possibile da una riduzione delle quantità più contenuta del previsto (nonostante il cattivo andamento climatico) e da una ottimo andamento delle quotazioni. Il vino d’altra parte costituisce anche una delle voci più importanti dell’export agroalimentare dell’Emilia-Romagna con un aumento di quasi il 15%. Bene anche la frutta (+ 26% le pesche e +34% le ciliegie) e il comparto delle carni (+6,5% le bovine, +6% le avicunicole). Tra i cereali in forte crescita in particolare grano tenero e orzo (rispettivamente +39 e +36%) mentre tra le colture che più hanno risentito della siccità estiva vi sono mais (- 30%) , soia e girasole (entrambe con una riduzione della Plv del 40%). Negativo anche l’andamento del pomodoro da industria (-20,5%). Una riduzione dei valori produttivi intorno al 7,5% ha interessato il comparto lattiero–caseario.Nel frattempo, anche in Emilia-Romagna il turismo in campagna è sempre più apprezzato. Nel 2012, infatti, il numero degli agriturismi è cresciuto del 2% per un totale di 1.042 aziende, con un aumento delle presenze del 4,5%. Bene anche il biologico che tiene attestandosi su un +1,3% rispetto all’anno precedente. Il numero delle aziende bio, considerando anche quelle miste e in conversione, è di 2.759, cui vanno aggiunte 902 aziende di trasformazione per un totale di 3.661 operatori.

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