Agriturismi, il 40% è “in rosa”


Dalle imprenditrici di Confagricoltura Donna Emilia Romagna è partito stamani un coro di immagini su Facebook (www.facebook.com/confagricoltura.emiliaromagna) per dar voce a un patrimonio rurale spesso sottovalutato: “In regione sono rosa il 40 per cento degli agriturismi e 1 fattoria didattica su 2”. Da Piacenza a Rimini divampa la protesta promossa in tutta Italia dalla presidente di Confagricoltura Donna Marina Di Muzio, in occasione della Giornata mondiale della Donna Rurale, per rimarcare e valorizzare la presenza femminile in agricoltura. Non cessano di sfilare, silenziose, una dopo l’altra, le imprenditrici ritratte simbolicamente a braccia incrociate: un esercito di donne colte, creative, appassionate che lavorano la terra, gestiscono agriturismi, si occupano di marketing e cultura del territorio. Con la forza dei social, chiedono alle Istituzioni più politiche di genere, piani di sostegno nazionali/europei e agevolazioni per l’accesso al credito.

 

 

“L’agricoltura italiana vive di finanziamenti europei che non includono però misure a favore dell’imprenditoria femminile ma solo azioni indirette e premialità, come quelle inserite nel Programma regionale di sviluppo rurale 2014-2020 dopo un lungo e costruttivo confronto con la Regione” – osserva Paola Pedroni, vice-presidente di Confagricoltura Donna Emilia Romagna. “Rivendichiamo ora politiche volte al supporto di questa figura imprenditoriale che in un momento così critico per l’economia del nostro paese, sta cambiando e rinnovando con successo l’offerta dei servizi legati all’agricoltura, dall’accoglienza alla ristorazione, dalla divulgazione di una corretta alimentazione allo sviluppo di attività extra agricole in aree fragili e marginali, nell’ottica di innescare un circuito virtuoso atto alla creazione di nuovi spazi e sbocchi occupazionali” – rimarca la Pedroni che nella vita è anche presidente di Agriturist Emilia Romagna. “Si auspica l’incentivazione della presenza femminile negli organi di governo istituzionali e associativi e affinché ciò possa realizzarsi – chiosa la vice-presidente di Confagricoltura Donna Emilia Romagna facendo un appello soprattutto alle colleghe imprenditrici – è necessario che la donna, per prima, si renda disponibile ad assumere tale responsabilità con competenza, impegno, partecipazione. E con quella stessa passione profusa nello svolgimento della propria attività imprenditoriale”.

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