Agricoltura: sisma e siccità fermano la produzione


BOLOGNA, 17 DIC. 2012 – Dopo due anni di crescita, la produzione lorda vendibile nell’agricoltura emiliano-romagnola segna uno stop. Secondo le stime di Coldiretti, nel 2012 si registra un calo di circa il 2%, con il valore prodotto nei campi che ritorna sui 4 miliardi. Sui risultati pesano siccità e terremoto, ma anche il fatto che i prezzi all’origine non riescono a compensare, sottolinea l’associazione, gli aumenti dei costi di produzione. La scarsità di piogge ha fatto crollare le produzioni (anche del 50%) di cereali autunnali, come mais e sorgo. Per le barbabietole la produttività è stimata fino ad un -30%, soprattutto nelle province occidentali, nonostante sia stata seminata una superficie superiore del 25% all’anno scorso. Anche la frutta ha inevitabilmente risentito della mancanza d’acqua nelle aree della regione dove non era possibile irrigare, con cali che hanno raggiunto i massimi per le pere (-19%), le mele (-11%) e le nettarine (-6,5%). Anche il pomodoro ha fatto registrare una diminuzione media del 15% con punte del 30-40% nel ferrarese. Notizie migliori sono arrivate dai cereali estivi, frumento tenero e duro (+25% di produzione), grazie ad un’ottima resa per ettaro. Soddisfazioni anche dalla vendemmia, per quanto riguarda i prezzi delle uve, grazie alla raccolta di qualità favorita in Romagna dalle piogge pre-raccolta. Anche il comparto zootecnico, che rappresenta quasi la metà della Plv regionale, ha tenuto: il Parmigiano Reggiano viaggia su una aumento produttivo del 3%, pari a 99 mila forme in più. Il settore delle carni ha visto in crescita il comparto suinicolo. Ciò nonostante, fa notare l’associazione, il settore zootecnico è esemplificativo del problema di cui soffre l’agricoltura emiliano-romagnola: la difficoltà a trasformare la sua capacità produttiva in reddito per le aziende. I prezzi alla produzione, infatti, non riescono a compensare gli aumenti "senza freni" dei costi. L’alimentazione degli animali, ad esempio, costa il doppio dello stesso periodo dell’anno scorso, senza però che i maggiori costi si trasformino in prezzi adeguati, pagati alla produzione. "A ogni centesimo di aumento dei prezzi all’origine – ha detto il presidente di Coldiretti Emilia-Romagna, Mauro Tonello – corrisponde spesso aumento doppio di costi per produrre. Per di più i passaggi multipli, che allungano la filiera con tre, quattro intermediari dalla produzione alla distribuzione, appesantiscono il prezzo finale del prodotto alimentare a scapito anche del consumatore".

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