Agricoltura, si chiude un anno difficile


Prezzi pagati agli agricoltori di gran lunga inferiori ai costi di produzione, ma non è stato lo scenario più negativo. Il 2014 è un anno da dimenticare per i nostri agricoltori. Andranno in soffitta 12 mesi davvero difficili per il settore agricolo della nostra regione: secondo la stima di Agrinsieme con 40 mila imprese associate, che raggruppa tutte le associazioni del settore, quasi 2 mila aziende hanno dovuto interrompere l’attività. Segni meno si leggono nella frutticoltura e nella zootecnia. Uno scenario difficile che richiede l’intervento della nuova giunta regionale. Come uscirne? Queste produzioni, nel 2015, – dice l’associazione – dovranno concentrarsi sulla valorizzazione dei prodotti e su una commercializzazione più strutturata, capace di competere con gli altri paesi del bacino del Mediterraneo. Tra i nodi chiave la distribuzione, i rapporti con la grande distribuzione e la promozione dell’export. Nel settore ortofrutticolo in particolare – sostiene Agrinsieme – la fase di lavorazione e trasformazione è troppo onerosa se paragonata ad altri paesi vicini. Servirebbero misure concrete e coordinate come l’assicurazione del credito all’esportazione, con una variabile da non sottovalutare: il crollo dell’export verso la Russia che ha innescato effetti immediati e molto negativi sulla nostra agricoltura. Tutte le energie nei prossimi mesi dovrebbero convergere su strategie che valorizzino ancora di più le diverse aree produttive, sulla capacità di governare l’offerta, senza trascurare le modalità di differenziazione del prodotto, ma soprattutto lavorare molto per andare verso una maggiore aggregazione del sistema agricolo dei nostri territori: tutti suggerimenti che la nuova giunta regionale, conclude Agrinsieme, dovrebbe tener conto..

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