Agricoltura. Montera: “Senza Provincia, rischio caos”


Il superamento della Provincia di Bologna, con la nascita di una Citta metropolitana ancora del tutto “evanescente”, porterà una pericolosa frammentazione delle “funzioni strategiche” che Palazzo Malvezzi finora ha gestito in campo agricolo. E’ l’avvertimento lanciato dall’assessore provinciale all’Agricoltura, Gabriella Montera, oggi in commissione. In questo settore, le attuali competenze della Provincia spaziano dal governo degli incentivi a diverse azioni di controllo, passando per la valorizzazione della vendita diretta, la conciliazione delle vertenze agrarie, la gestione delle quote latte o dell”albo degli agriturismi. “Abbiamo coordinato l”erogazione di 110 milioni di euro in sette anni”, ricorda Montera, segnalando che su questo territorio il riordino degli assetti territoriali, proprio a causa dell’agricoltura, comporta qualche nodo in più da sciogliere rispetto a gran parte del Paese: l’attribuzione delle competenze agricole dalle Regioni alle Province, infatti, negli anni passati si è concretizzata solo in Emilia-Romagna e in altri due casi. “Una delega che ha portato a risultati complessivamente positivi”, rivendica l’assessore, certa che a Bologna la parola “agricoltura” ha davvero fatto rima con “sviluppo locale”.

 
Esperienza che, con la rivoluzione ormai imminente, per Montera rischia di disperdersi. “Un ente che condensa su di sè funzioni così complesse non è solo necessario, ma vitale- afferma l’assessore- se si ragiona davvero in un’ottica di semplificazione amministrativa”: si intravede, dunque, “il rischio di guardare al futuro parlando di semplificazione, ma eliminando un ente elettivo e frammentando funzioni strategiche”. La futura Città metropolitana? Nessuna difesa dello “status quo” perchè le Province “avevano bisogno di una riorganizzazione”, ma al momento l’ente che le sostituira” ha “una fisionomia totalmente incomprensibile”, rileva Montera, “mi pare sia del tutto evanescente”. Eppure, “quando si smonta qualcosa bisogna avere chiaro cosa si deve rimontare”, commenta l’assessore di Palazzo Malvezzi: paragonando la trasformazione istituzionale alla costruzione di una nuova casa, “rischiamo una fase in cui si va a finire sotto i ponti”, chiosa Montera, convinta che “bisogna procedere a passo spedito verso l”elezione diretta del sindaco metropolitano”.

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