Agli evasori lo scudo fiscale, ai pensionati richieste vessatorie


REGGIO EMILIA, 20 MAG. 2010 – Scartoffie ridondanti la cui richiesta è di difficile comprensione. Così il sindacato dei pensionati Spi-Cgil di Reggio Emilia vede le novità nei regolamenti dell’Inps di recente entrate in vigore. La cosa anomala rispetto il passato, secondo lo Spi, è che anche pensionati con la minima si vedono obbligati a presentare una dichiarazione che certifichi eventuali interessi da capitale percepiti. Qui di seguito l’intervento in cui il sindacato motiva la propria perplessità in merito alle nuove disposizioni. "Anche quest’anno migliaia di pensionati della nostra provincia dovranno dichiarare entro il 30 Giugno 2010, attraverso il modello RED all’INPS, la propria condizione reddituale al fine di poter beneficiare dei trattamenti previdenziali vincolati al reddito individuale e/o familiare.Questa dichiarazione RED 2010 contiene una novità, avallata dall’attuale governo anche attraverso la legge n° 14 del 27/2/2009. Tutti i pensionati tenuti a fare il modello RED devono nello stesso dichiarare obbligatoriamente anche i loro redditi da capitale, interessi bancari, postali, interessi da BOT, CCT, ecc.A differenza del passato, nel quale l’obbligo era rivolto solo a pensionati il cui beneficio previdenziale era vincolato anche ai redditi da capitale, oggi questo obbligo è stato esteso a tutti i pensionati che devono fare la dichiarazione RED, quindi anche a coloro che godono di benefici previdenziali, per i quali i redditi da capitale sono per legge considerati ininfluenti agli effetti di tali prestazioni. Ad esempio i pensionati che godono del trattamento di integrazione al minimo della loro pensione di vecchiaia.Sono tutti pensionati con misere pensioni, spesso al di sotto della soglia di povertà, e non si può comprendere quale sia la ragione vessatoria che ha spinto il governo e l’INPS a chiedere di dichiarare gli eventuali interessi da capitale percepiti, quando tale condizione non determina variazioni del trattamento pensionistico.Viene logico fare subito un parallelo con gli esportatori di capitali all’estero che sono stati condonati in qualità di evasori fiscali sanando posizioni indebite, ed anche in certi casi penalmente perseguibili, con risibili sanatorie pecuniarie molto al di sotto delle percentuali di imposte che pagano milioni di pensionati e lavoratori.A questi evasori condonati è stato garantito l’anonimato sulle loro sanatorie, consentendo così di poter nascondere l’eventuale riciclaggio di denaro sporco ottenuto da attività criminose, mentre per pensionati che pagano tutte le imposte su questi interessi da capitale viene imposto di dichiararne la consistenza, anche se tale atto è privo di effetti e non rivela nessuna frode o illecito.Si costringono tanti pensionati a fare trafile burocratiche per ottenere dalle banche dei rendiconto che spesso sono a pagamento.Occorre prendere atto che vengono usati due pesi e due misure: da una parte i privilegi vengono difesi e coperti oltre qualsiasi ragione di giustizia, dall’altra la popolazione povera viene umiliata a dichiarare cosa possiede anche quando ciò non serve a nulla.Come Sindacato Pensionati SPI CGIL manifestiamo la nostra indignazione per questi fatti e invitiamo i pensionati e i lavoratori a prenderne coscienza per conquistare una politica sociale più giusta, proprio in un momento nel quale questo governo si prepara ancora a colpire sempre più i ceti deboli, di fronte alla crisi economica e finanziaria del nostro paese."

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