Aggressioni anti-gay: “Bologna in prima linea”


4 SET 2009 – Il centrosinistra bolognese è schierato compatto contro il clima xenofobo e in particolare anti-gay che ha avuto nelle scorse settimane una netta recrudescenza con gli attacchi al gay village di Roma e alla gay street sempre della capitale.Giudizio netto del sindaco di Bologna Delbono: "Nelle ultime settimane nel nostro Paese sono avvenute una serie di aggressioni a sfondo omofobico la cui gravità non va sottovalutata. La città di Bologna è da sempre in prima linea per contrastare questi vili comportamenti". Comportamenti che per Flavio Delbono "tradiscono in primo luogo i valori della nostra Costituzione Repubblicana che invita a superare ogni forma di discriminazione". Delbono ha espresso "solidarietà e vicinanza alla comunità Lgtb e la condanna ad ogni forma di violenza, fisica o verbale che sia, di tipo omofobico. Bologna continua ad impegnarsi perché a tutte le persone, indipendente dal loro orientamento sessuale o dalla loro identità di genere, siano garantiti tutti i diritti civili".Nei giorni scorsi anche Marco Monari, presidente del gruppo Pd in regione, aveva espresso preoccupazioni sul clima che vive il paese e in relazione allo “sfregio” sulla lapide dell’Anpi: "avanza in Italia un riflusso antidemocratico pericoloso"."E’ apprezzabile – aveva aggiunto Monari – il fatto che alcuni, rarissimi, esponenti di centro-destra paiano oggi rendersi conto che il fatto che ci sia chi viola la sede dell’Anpi, mentre altri danno la caccia e malmenano i gay, siano i sintomi di un clima avvelenato dal quale prendere le distanze pubblicamente e da stigmatizzare. Mi domando però dov’erano e cos’altro stessero pensando quando negli ultimi mesi si è scelto di delegare funzioni di sicurezza del nostro Stato a ronde ‘per la sicurezza’ di partito, che nulla hanno a che vedere coi corpi di polizia, o mentre alti esponenti del Governo di centro-destra parlavano con termini inaccettabili dei rifugiati, dei lavoratori meridionali immigrati in altre regioni per svolgere un lavoro che si erano meritati sul campo, e ancora di molti altri cittadini italiani che avrebbero la sola ‘colpa’, se si può chiamare tale, di pensarla in modo diverso. Se non abbiamo letto male, nel mese di agosto ci sono stati uomini e donne moribondi abbandonati a loro stessi in mezzo al mare".

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