Aggiotaggio informativo: una nuova grana per M.Burani


CAVRIAGO (RE), 16 FEB. 2010 – Adesso su Mariella Burani Fashion Group spunta anche l’ombra dell’aggiotaggio informativo. La Guardia di Finanza di Reggio Emilia e la Procura di Milano stanno indagando sulla compravendita di azioni del gruppo di Cavriago, che attraverso false informazioni al mercato, avrebbe influenzato il valore del titolo, in modo da poterlo rivendere con notevoli guadagni.In ballo ci sono delle azioni di Mariella Burani Fashion Group comprate negli ultimi due anni a 50/60 milioni di euro da Burani Design Holding, la finanziaria olandese di cui il tribunale di Milano ha dichiarato il fallimento alcuni giorni fa. Si tratta di valutare perchè sono compiute queste operazioni. E per questo anche ieri a Milano i finanzieri hanno interrogato alcuni operatori finanziari. Intanto, per quanto riguarda il futuro dell’azienda, l’ipotesi più probabile è la nomina di un commissario, nel tentativo di applicare la legge Marzano, e quindi salvaguardare almeno i 2000 posti di lavoro del gruppo. La società punta invece al concordato, che permetterebbe agli azionisti di avere ancora voce in capitolo. Ma è una soluzione difficile da percorrere. Ne dovrà parlare la stessa Mariella Burani il 16 marzo alla Procura di Reggio Emilia, dov’è stata convocata in seguito al pignoramento di alcuni immobili richiesto da un istituto di credito.E a conclusione di un’affollata seduta straordinaria pubblica aperta per fare il punto sulla situazione del Gruppo Mariella Burani, il Consiglio comunale di Cavirago ha approvato ieri sera all’unanimità un ordine del giorno, con il quale esprime “unitamente alla cittadinanza tutta, i propri sentimenti di solidarietà e vicinanza ai lavoratori”.  Il Comune chiede “alla famiglia Burani di mettere in campo tutte le risorse disponibili e un concreto impegno per dare un futuro al Gruppo Mariella Burani salvaguardando i livelli occupazionali e il patrimonio tecnico-industriale dell’azienda” e fa sapere di condividere “la richiesta avanzata dalle Segreterie Nazionali Femca Cisl e Filtea Cgil al Ministero dello Sviluppo Economico di attivarsi al fine di individuare i possibili interventi che permettano di creare le condizioni affinchè MBFG possa continuare la sua attività”.Nel documento approvato ieri sera è stato ribadito “l’appello ai Parlamentari reggiani già avanzato dal Sindaco il 25 gennaio, d’intesa con i capigruppo consiliari Ivaldo Casali, Tommaso Cavezza, Luca Ficarelli, Enrica Testa, affinchè si adoperino per contribuire ad una soluzione positiva delle difficoltà del Gruppo”. E in conclusione è stato chiesto “al Ministro per lo Sviluppo Economico di verificare con urgenza tutte le iniziative e in particolare se esistono i presupposti e i requisiti per il ricorso alla legge Marzano al fine di consentire il proseguimento delle attività di MBFG con l’obiettivo prioritario di tutelare i posti di lavoro e la produzione, salvaguardando i livelli occupazionali e assicurando la sopravvivenza del marchio”. 

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