Aeroporto Rimini, fallita la società


Decretato il fallimento della società che gestisce l’aeroporto di Rimini.  “Il Tribunale, in presenza di uno stato di conclamata insolvenza della società ha ritenuto non sussistenti i presupposti di ammissibilità per la prosecuzione della procedura di concordato in continuità aziendale sotto plurimi profili, tra i quali si richiamano la mancanza dei presupposti e completezza dell’informazione al ceto creditorio”. Questo l’attacco della nota con cui Rossella Talia, presidente del tribunale di Rimini, ha decretato oggi il fallimento della società di gestione dello scalo, Aeradria, chiesto da tempo dalla procura della Repubblica di Rimini. Sembra una risposta a quanti hanno diffuso appelli a sostegno del concordato: “Non è consentito in punto di diritto anteporre ai profili di ammissibilità giuridica la valutazione di pretesi criteri di opportunità’. Nè appare, allo stato, fondata su elementi di obiettiva certezza la tesi dell’equiparazione della dichiarazione di fallimento alla chiusura dell’aeroporto Federico Fellini”. Ovvero, Aeradria non equivale al “Fellini” nel suo complesso.

La sentenza è stata depositata e notificata in cancelleria fallimentare questo pomeriggio. Tra le “incertezze” evidenziate dal tribunale vi sarebbe la confusione delle masse creditorie tra Air, società già in bancarotta e controllata da Aeradria, e la stessa società di gestione dello scalo riminese. ”Non può – si legge – viceversa ragionevolmente escludersi dopo la fase dell’esercizio provvisorio e del probabile commissariamento, l’esito positivo di un bando europeo ad evidenza pubblica in grado di garantire continuità della struttura aeroportuale e di meglio soddisfare la classe creditoria, nel contesto di una procedura garantita dagli organi fallimentari”. Infine la nota assicura che “gli organi fallimentari assicurano massimo e constante impegno nell’esercizio provvisorio contestualmente disposto dal Tribunale, compatibilmente con i provvedimenti che verranno assunti dall’ente competente”. “Si auspica – scrive il giudice Talia – la massima collaborazione nella comune direzione del mantenimento dell’aeroporto al territorio e alla realtà locale, degli organi istituzionali tutti e dell’intera comunità”.

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