Aeroporti, Bologna lascia a terra Forlì e Rimini


BOLOGNA, 3 MAG. 2012 – Sarebbe stata una scelta più politica che economica. Parole chiare come il sole e pesanti come macigni quelle pronunciate da Bruno Filetti, presidente della Camera di Commercio di Bologna. Il riferimento è all’operazione di fusione tra l’aeroporto bolognese e quelli di Forlì e Rimini, progetto caldeggiato dalla Regione Emilia-Romagna. Ma la Sab, la società che gestisce il Marconi, ha deciso per abbandonare il percorso di aggregazione. "Non poteva permettersi di annegare denaro senza ritorno che ci servirà – è stato il commento sempre di Filetti – L’advisor ha detto chiaramente che sull’aeroporto di Forlì la perdita sarebbe stata sistematica".Ora per Forlì si apre lo spettro della liquidazione, visto le perdite che si accumulano di anno in anno. Forlì sperava infatti che la Sab decidesse di aderire all’invito della Regione di creare una società unica che mettesse in un unico contenitore gli aeroporti di Bologna, Forlì e Rimini. La Sab ha commissionato un’analisi ad un advisor, Price Waterhouse Coopers, che però ha lasciato pochi spazi d’interpretazione al consiglio d’amministrazione che ha votato ieri, all’unanimità, di respingere l’ipotesi. Secondo l’advisor infatti non è conveniente fondersi con Forlì e fortissime riserve sono state espresse anche su Aeradria (Rimini). Secondo l’analisi commissionata, non ci sarebbero nemmeno vantaggi occupazionali: i risparmi di gestione sarebbero esigui e gli impatti occupazionali addirittura negativi. Fondere Sab con Seaf, in poche parole, non salverebbe Forlì e finirebbe per mettere in crisi anche Bologna.La decisione è stata fortemente criticata dalla Cgil, secondo cui "propone seri interrogativi sulle conseguenze di questa decisione per la società e l’economia della regione che riguardano in primo luogo i livelli di occupazione, a Forlì nell’immediato, e, in assenza di una chiara strategia di crescita, in prospettiva per Rimini e per la stessa Bologna. Il numero di lavoratori coinvolti da queste scelte nei tre siti aeroportuali è di 1400 tra diretti ed indiretti". Un appello congiunto dei sindacati in favore della fusione era stato scandito il febbraio scorso.Esulta il Movimento 5 stelle. Secondo il consigliere regionale Giovanni Favia, se fosse passata questa ipotesi ‘il Marconi sarebbe stato cannibalizzato dalle perdite del Ridolfi e del Fellini. A questo punto però mi piacerebbe sentire delle spiegazioni per questo uso ‘allegro’ delle finanze pubbliche da parte dell’assessore ai Trasporti Alfredo Peri. Che ne sarà dei tre milioni promessi alla nuova holding?".

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet