Addio a Pino Brumatti, gentiluomo del canestro


REGGIO EMILIA 22 GEN. 2011 – Il mondo della pallacanestro italiana è in lutto per l’improvvisa scomparsa di Giuseppe Pino Brumatti, indimenticato campione che ha vestito per quattro stagioni, dal 1983 al 1987, anche la storica casacca delle Cantine Riunite. Era il simbolo di una squadra che fece innamorare un’intera città: Pino Brumatti era il grande campione approdato a Reggio Emilia per fare crescere una piccola squadra di provincia che viveva le sue prime esperienze in serie A. Erano le Cantine Riunite del vulcanico Dado Lombardi, di Roosevelt Bouie, di Rudy Hacket, di Orazio Rustichelli e poi, l’anno successivo, del grandissimo Bob Morse.A 35 anni, con alle spalle una gloriosa carriera con le mitiche scarpette rosse della Simmenthal Milano, Brumatti si rimise in gioco e diventò fin da subito il beniamino del pubblico reggiano, di quello che già seguiva la squadra in serie B e di chi, giovanissimo, si avvicinava per la prima volta al mondo della palla a spicchi. Con la maglia reggiana giocò 4 stagoni collezionando 129 presenze tra serie A/2 e Serie A/1. Un gentiluomo dei canestri, simbolo di uno sport fatto prima di tutto di sudore e passione.Brumatti è morto nella sua Gorizia, all’età di 62 anni, sopraffatto da un improvviso malore. Il destino è spesso cinico: Il 14 febbiaio prossimo, al castello di Bianello di Quattro Castella, Brumatti avrebbe dovuto ricevere il Premio Reverberi come ‘Grande Personaggio del mondo del basket’. Domenica si terrà un minuto di silenzio su tutti i campi e la Trenkwalder giocherà col lutto sulla divisa in ricordo di uno dei giocatori più rappresentativi della storia biancorossa.

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet