Addio a Marcella Di Folco, madre di tutte le trans italiane


BOLOGNA, 7 SET. 2010 – Aveva interpretato il Principe accolto da Gradisca al Grand Hotel di Rimini nel film "Amarcord" di Federico Fellini, era stata consigliere comunale a Bologna e nel 1988 aveva fondato il Mit, Movimento identità delle persone transessuali e transgender, di cui ancora oggi era presidente. E’ stata una vita piena quella di Marcella Di Folco, morta oggi a 67 anni nell’hospice di Bentivoglio, dov’era entrata alla fine di agosto per via di un tumore scoperto un anno fa. A vegliarla fino all’ultimo c’erano attivisti e amici del movimento lgbt del capoluogo emiliano. "Non è facile annunciare la perdita di una grande persona e non è semplice comunicare il vuoto che lascia – si legge in una nota del Mit – le parole e i discorsi hanno un loro limite, affidiamo ai pensieri, alle emozioni, ai ricordi tutto quello che è stata Marcella Di Folco". E continua: "compagna, amica, sorella, mamma di tutte/i noi, il Mit perde la leader maxima, la sua traccia essenziale resta indelebile nella storia della nostra associazione e del movimento tutto. Il coraggio con cui ha dedicato la sua intera vita alla dignità e ai diritti di tutte e tutti indistintamente, rende difficile l’elaborazione della sua perdita. Il Mit, il movimento Lgbt, la politica e la cultura tutta perdono oggi una loro parte importante".Anche Arcigay, Arcilesbica, Agedo e Famiglie Arcobaleno hanno espresso la loro profonda commozione per la scomparsa di una "grande figura di riferimento per le persone transessuali, per il movimento lgbt e per tutto il dibattito politico e culturale sui diritti civili e sulla libertà che ha attraversato le vicende del nostro Paese negli ultimi 30 anni". "Se ne va un pezzo importante della storia, delle battaglie, dei sogni di giustizia, delle rivendicazioni di tutte le minoranze – hanno detto – Marcella è stata un fiume in piena che ha attraversato la vita con l’impeto e la passione civile di chi doveva lasciare un’impronta indelebile. Resta il segno profondo di una lezione di vita: la sua dignità, la fede in una politica alta e senza compromessi, l’entusiasmo di chi ha conosciuto il sacrificio e l’ha saputo affrontare"."Con la sua ironia e la sua irruenza, assieme a un’affluente oratoria, ha dato rappresentanza al movimento delle persone transessuali, anche attraverso la sua elezione in consiglio comunale a Bologna prima e la sua partecipazione poi a tutti i coordinamenti Lgbt". E’ il ricordo di Marcella Di Folco tracciato da Franco Grillini, storico leader del movimento omosessuale italiano e oggi consigliere regionale dell’Idv in Emilia-Romagna. "La morte di Marcella rappresenta per me in primo luogo la perdita di una cara amica con la quale ho condiviso alcuni decenni di militanza politica e di lotta per i diritti civili del movimento Lgbt", ha sottolineato Grillini secondo il quale "quella di Marcella è stata una militanza globale perché partendo dal tema dei diritti si è poi occupata a tutto campo della politica locale e nazionale".Paola Concia, deputata del Partito Demoratico, definisce invece Di Folco "la madre di tutte le trans italiane, con la quale ho condiviso un lunghissimo impegno in favore dei diritti degli omosessuali e dei transessuali fin dai tempi del Partito Comunista. Con lei scompare uno spirito libero, una voce costantemente fuori dal coro". "L’ultimo ricordo che ho di lei – ha aggiunto Concia – risale allo scorso maggio, quando il presidente Napolitano ha ricevuto al Quirinale i rappresentanti di tutte le associazioni del mondo lgbt per celebrare la giornata internazionale contro l’omofobia. Un incontro al quale ho fortemente voluto la presenza di Marcella, che si meritava di essere lì per tutto quello che ha fatto. La ricordo felice di essere lì, al posto giusto, nel momento giusto, in un’occasione storica, e sono contenta di poter conservare di lei questo ricordo tanto speciale". Nel pomeriggio, poche ore dopo la notizia della morte della presidente del Mit, è arrivato anche l’affettuoso ricordo degli assessori regionali alle pari opoprtunità Donatella Bortolazzi e alla cultura Massimo Mezzetti. La Bortolazzi ha voluto sottolineare "il grande impegno di Marcella perché tutti potessero avere pari dignità ed essere considerati semplicemente persone". Con lei, ha detto, "scompare una figura che si è sempre battuta per i diritti di tutti". Per Mezzetti, invece, con la Di Folco se ne va "un personaggio importante dal punto di vista culturale e fondamentale nella storia della lotta per i diritti civili in Italia". Inoltre, ha aggiunto, "il suo impegno non si è fermato qui: la sua generosità l’ha portata spesso a impegnarsi dove le cause degli ultimi avevano bisogno di una voce e un sostegno".La camera ardente di Marcella Di Folco sarà allestita nella sala bianca del Comune di Bologna giovedì dalle 10 alle 19. Alle 17 è prevista una cerimonia laica per gli amici e le amiche. Quindi venerdì alle 15 Don Nicolini celebrerà una messa alla parrocchia della Dozza. Lo rende noto il Movimento identità transessuale: "Il coraggio e la tenacia con cui ha portato avanti le battaglie, la veemenza e la passione dei suoi interventi pubblici l’hanno fatta diventare una paladina di trans, lesbiche e gay", scrive il Mit ricordando che "grazie all’impegno di Marcella il consultorio Mit è diventato il più importante del suo genere in Italia".

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