Addio a Giorgio Alpi, per 16 anni in cerca della verità


12 LUG. 2010 – Il 20 marzo 1994 aveva perso la sua unica figlia Ilaria, barbaramente uccisa a Mogadiscio, in Somalia, dove la Rai l’aveva inviata. Ma più che il dolore per la sua morte, a piegare Giorgio Alpi è stata "l’inesausta ricerca della verità, condotta inutilmente per sedici anni". Con queste parole Vasco Errani, presidente della Regione Emilia-Romagna, ha espresso il suo cordoglio per la scomparsa del padre della giornalista del Tg3, che si è spento nel pomeriggio di ieri a 86 anni, dopo una lunga malattia."L’ultima volta che vidi Giorgio Alpi fu nell’ottobre di due anni fa, quando il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano conferì ai genitori di Ilaria la Medaglia d’Oro al Merito Civile, onorificenza che anch’io avevo richiesto e sostenuto per molte ragioni – ha spiegato il governatore – Credo che quella sia stata l’ultima apparizione pubblica di Giorgio, già segnato dalla malattia e, soprattutto, dal dolore per la perdita della figlia amatissima". Nei 16 anni ormai tracorsi dall’assassinio della giornalista e del suo collega Miran Hrovatin, assassinati a Mogadiscio, e "ancora oggi non è stata fatta chiarezza sul duplice omicidio dei due inviati Rai che, col loro sacrificio, hanno onorato la professione giornalistica – ha rimarcato Errani – Alla moglie Luciana, che ha condiviso con Giorgio ogni momento di dolore e ogni azione per la ricerca della verità e della giustizia, va il nostro abbraccio partecipe. A lei va anche la promessa di non lasciarla sola e continueremo a sostenere con convinzione il Premio che porta il nome di Ilaria e che ogni anno conduce a Riccione decine di giornalisti, impegnati a riflettere sui diritti e sui doveri della loro professione".Giorgio Alpi era, assieme alla moglie, tra i fondatori dell’Associazione Ilaria Alpi, che organizza l’appuntamento romagnolo e tiene costantemente viva l’attenzione sulla vicenda che ha portato alla morte di Ilaria e Miran. E’ stata proprio la associazione a dare ieri l’annuncio della sua morte. "Persona dolcissima, medico molto apprezzato e conosciuto – recitava una nota diffusa nel pomeriggio – Giorgio ha in questi ultimi sedici anni combattuto sempre a fianco di Luciana per arrivare alla verità e alla giustizia sulla morte della loro unica figlia Ilaria. Verità e giustizia che purtroppo ancora non c’é. Giorgio lascia un grande vuoto sia in famiglia, ma anche per l’associazione e il Premio che lo ricordano con profondo affetto"."In un paese che spesso preferisce dimenticare, Giorgio ha incarnato la determinazione a voler ricordare". Questo, invece, il ricordo  della giuria del Premio Ilaria Alpi, formata da Italo Moretti, Luca Ajroldi, Roberto Morrione, Andrea Vianello, Romano Tamberlich, Paolo Meucci, Andrea Iervolino, Claudio Speranza, Gerardo Bombonato, Giampaolo Penco, Maurizio Torrealta, Piero Corsini, Roberto Scardova, Sandro Provvisionato, Paola Palombaro, Giovanna Lio e Alessandro Banfi. "Con pacata fermezza era, accanto a Luciana – ha scritto la giuria – il simbolo della battaglia civile e durissima perché si arrivasse alla verità sull’uccisione di Ilaria e Miran. A tutti noi che lo abbiamo conosciuto e che con lui abbiamo condiviso l’impegno affinché lo Stato, la magistratura, l’opinione pubblica non tralasciassero il loro dovere di individuare i colpevoli, la sua perdita rappresenta un grandissimo dolore ma anche l’impegno a continuare sulla strada intrapresa".

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