Addio a Berlino, capitale di libertà


BOLOGNA, 1 LUG 2009 – Christopher Isherwood, viaggiatore e scrittore di talento, libero nel pensiero e nelle azioni. Nessuno meglio di lui ha raccontato la Berlino di prima della guerra hitleriana, la sua straordinaria atmosfera di libertà. Lo ha fatto nei suoi romanzi, tanto efficaci da diventare anche un film hollywoodiano, anzi uno dei più classici: Cabaret con Liza Minnelli.Per il ventennale della caduta del muro di Berlino, Teatri di Vita di Bologna allude anche ad altre storiche separazioni (e discriminazioni) celebrando nella rassegna estiva (7-12 luglio) una delle narrazioni-simbolo sulla capitale tedesca: Addio a Berlino di Christopher Isherwood, base del musical e poi del film Cabaret (1972) di Bob Fosse con una strepitosa Liza Minelli. Isherwood, britannico trapianto nella Berlino di Weimar, attratto lì proprio dalla reputazione di libertà sessuale (e omosessuale) della città, nei suoi racconti scrive proprio del clima che lì si vive e che comunque prefigura già il nazionalsocialismo alle porte.E’ stato Andrea Adriatico, regista e tra i direttori artistici di Teatri di Vita, a disegnare il filo conduttore di questa ‘Addio a Berlino’ voluta nella forma della ‘mise en espace’, con alcuni scrittori (Trevisan, Bianchi e il giornalista Corbelli) e attori (Paccagnella, Poggio e Manzalini) che leggeranno di "questa storia d’amore omosessuale – recita una presentazione – ambientata nella Berlino prebellica". A ogni serata di ‘Addio a Berlino’ (sono sei) corrisponderà anche la proiezione delle puntate di ‘Berlin Alexanderplatz’, fino al completamento del serial tv firmato da Fassbinder e, in chiusura il 12, non poteva mancare anche il film Cabaret. A raccontare ‘storie berlinesi’ ci sarà anche il 9 Massimo Zamboni, ex dei Cccp, che torna il 10 con il concerto-spettacolo ‘Sonata a Kreuzberg’. Poi le foto di Stefan Koppelkamm, in collaborazione con il Goethe Institut (alcuni scorci di Berlino prima e dopo la caduta del Muro). Ospiti musicali Mum (l’8) e Tarwater (l’11).

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