Ad artigiani e Pmi i prestiti costano sempre di più


19 LUG. 2012 – Una risorsa che si fa rara e sempre più costosa. Così è il credito per le imprese artigiane e per quelle di piccola dimensione. La situazione è tale che piuttosto che di accesso al credito bisognerebbe parlare di assenza di questo. La pensa così Marco Granelli, presidente di Confartigianto Emilia Romagna, che commentando i dati dell’ultima indagine del centro studi dell’associzione denuncia la "grave emergenza per artigiani e Pmi".Tra novembre 2011 e aprile 2012 i finanziamenti sono diminuiti di 26.750 milioni di euro, pari al -2,6%, un calo quantitativo dei finanziamenti cui si accompagna un progressivo aumento dei tassi di interesse. Ad aprile di quest’anno il tasso medio si attesta al 3,68%, ma sale al 4,73% per i prestiti fino a 1 milione di euro e arriva fino al 5,15% per i prestiti fino a 250.000 euro. Con questi valori, l’Italia è seconda soltanto alla Spagna per i tassi più alti d’Europa. Ma siamo sul gradino più alto del podio europeo per il maggiore aumento dei tassi: 68 punti base in più tra aprile 2011 e aprile 2012. Secondo il rapporto di Confartigianato, le più penalizzate sono le piccole imprese, che da dicembre 2010 a marzo 2012 hanno visto diminuire i finanziamenti del 4% e pagano tassi d’interesse maggiori di 223 punti base rispetto a quelli richiesti alle aziende medio-grandi. Per le imprese con meno 20 addetti la crescita dei tassi di interesse tra marzo 2011 e marzo 2012 è stata di 139 punti base. A livello regionale la situazione peggiore si registra in Calabria dove le piccole imprese pagano i tassi più alti: 10,39%. Seguono la Campania con il 10% e la Liguria con il 9,85%. Sul versante opposto della classifica, il denaro è meno costoso nella Provincia Autonoma di Bolzano (5,99%), nella Provincia Autonoma di Trento (6,19%) e in Emilia Romagna (7,76%). A livello provinciale, la maglia nera del denaro più caro va a Caltanissetta dove le aziende pagano tassi d’interesse del 7,77%, con un aumento, tra il 2010 e il 2011, di 249 punti base. Seguono Crotone, che registra tassi del 7,02% e aumento di 66 punti base in un anno, e Agrigento con tassi al 6,97% aumentati di 176 punti base in un anno. All’altro capo della classifica vi è Bolzano con tassi d’interesse del 3,80% (+ 109 punti base in un anno), seguita ex aequo da Forlì e Cesena (tassi del 4,24% cresciuti di 117 punti base) e da Parma (4,24%, + 101 punti base in un anno). "Come sempre sono le imprese artigiane quelle più penalizzate – spiega Granelli – lo dimostra il fatto che da giugno a dicembre 2011 lo stock di finanziamenti è diminuito del 3,1% e si attesta a 55,7 miliardi. Nonostante il calo di risorse creditizie, l’artigianato si sforza di creare maggiore ricchezza rispetto alle altre aziende, infatti per produrre 100 euro di valore aggiunto utilizza soltanto 31 euro di credito, mentre le imprese non artigiane hanno bisogno di 126 euro per realizzare 100 euro di valore aggiunto"."E’ una situazione che si commenta da se – conclude Granelli – il credito è linfa vitale per le imprese, soprattutto se di piccola dimensione. Dobbiamo fare uno sforzo comune per invertire questa tendenza all’assottigliamento del credito e ad un peggioramento della sua qualità".

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