Ad Arte Fiera 2012 la crisi fa bene


BOLOGNA, 26 GEN. 2012 – Il presidente della Fiera di Bologna, Duccio Campagnoli, l’ha presentata assegnandole "il compito di iniziare un anno difficile. Ma con uno spirito che tutti dovremmo avere: tanto coraggio, cercando di anticipare il futuro". Su Arte Fiera 2012 si nutrono insomma aspettative molto alte, a dispetto una delle congiunture economiche più complicate dal dopoguerra. "Ma la crisi – ha detto il critico Achille Bonito Oliva – fa bene. Per l’artista è come l’acqua per i pesci". E di pesci, grandi e piccoli, è pieno il più importante appuntamento italiano per il collezionismo, a Bologna fino al 30 gennaio. Il giorno del vernissage, sulle note della "Turandot" eseguita dai musicisti del Teatro Comunale, è stata l’occasione per riflettere sul senso di questa rassegna, su passato e futuro. Filo conduttore della preview, il numero monografico che l’Europeo ha dedicato a questa Fiera. "Io – ha detto candidamente il direttore del mensile, Daniele Protti – non sapevo che esistesse. Quando mi sono avvicinato ad Arte Fiera e ho conosciuto Silvia Evangelisti, la cosa che mi ha colpito è stata vedere come qui l’arte contemporanea non fosse riservata a un circolo ristretto, ma fosse un’occasione per raggiungere tanta gente". Il direttore artistico ha confermato questa lettura, ricordando come Arte Fiera "sia stato il primo momento che ha consentito a un pubblico non esperto di avvicinarsi all’arte contemporanea. E questo è il luogo dove si presenta al meglio l’arte italiana". La trentaseiesima edizione si conferma molto integrata nel tessuto della città. Tutti i musei civici saranno gratuiti per i visitatori della Fiera. Tanti gli appuntamenti ‘urbani’, come l’incontro con Luigi Ontani, domani sera nella bilblioteca Sala Borsa e l’inaugurazione del ‘Museo della storia di Bologna’, un investimento da 45 milioni che verrà aperto al pubblico sabato in occasione dell’Art White Night: fino a mezzanotte Bologna sarà punteggiata da installazioni (di Bologna Art First), aperture straordinaria dei musei, gallerie d’arte; tra incontri, iniziative, videoproiezioni e feste. E se Gianfranco Maraniello, direttore del Mambo (Museo d’arte moderna di Bologna) ha ricordato il profondo rapporto tra il museo che dirige e Arte Fiera, a Bonito Oliva è stato affidato il compito di tirare le fila tra antiche polemiche che affondano negli anni della neoavanguardia e riflessioni ironiche su collezionisti taccagni – che fanno bene all’arte . Artisti che "hanno smesso di suicidarsi" e Arte Fiera come "ingorgo, fiera pret a porter, un grande luogo di azione e di riflessione".

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