Acqua pubblica, Consigliodi Stato contro gli aumenti


©TrcMODENA, 1 FEB. 2013 – “La decisione del Consiglio di Stato rafforza le nostre ragioni e riconosce quello che abbiamo sempre sostenuto con forza e vigore”. C’è soddisfazione nelle parole di Livia Castagnoli, esponente del comitato modenese per l’acqua pubblica, che ha così commentato il pronunciamento reso ieri dal Consiglio di stato all’Autorità per l’energia. Pronunciamento che boccia le bollette dell’acqua del secondo semestre 2011 perché non coerenti col quadro normativo uscito dal referendum tenuto in quello stesso anno. Il Consiglio ha reputato in contrasto con l’esito della consultazione referendaria quel 7 per cento di costo in più, a favore dei gestori, che ora dovrà ritornare nelle tasche dei cittadini. La battaglia sull’acqua pubblica sostenuta dai comitati, però, non può ancora dirsi vinta. “Quell’aumento del 7 per cento – dice Castagnoli – è stato reintrodotto sotto mentite spoglie nella formulazione della nuova tariffa. Ha solo cambiato nome: non si chiama più remunerazione del capitale investito ma interessi su oneri di mobilizzazione. Il risultato però cambia di poco: è la solita speculazione legalizzata”. Intanto il comitato annuncia l’intenzione di non interrompere, almeno per il momento, la campagna di obbedienza civile che ha visto gli aderenti al movimento autoridursi la bolletta. Il clima è di attesa in vista delle elezioni politiche e delle direttive che assumerà il nuovo governo.

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