Acqua pubblica,rispettare il referendum


©TrcMODENA, 4 MAR. 2013 – C’è posta per Hera. Il comitato modenese per l’Acqua Pubblica ha portato materialmente una grande busta contenente una lettera indirizzata ad Hera. La missiva gigante è stata recapitata agli uffici di via Razzaboni dai componenti del comitato con tanto di bandiere e striscioni. Nel letterone si chiede l’eliminazione con effetto immediato della componente tariffaria relativa alla remunerazione del capitale dalle bollette e la restituzione delle somme trattenute secondo il comitato in maniera illegittima. In sostanza il comitato sostiene che dopo il referendum sull’acqua non viene rispettata la volontà espressa da 27 milioni di italiani. Il comitato chiede inoltre che vengano immediatamente bloccati i tentativi di interruzione della fornitura dell’acqua a danno dei cittadini che aderiscono alla campagna di obbedienza civile e che hanno decurtato la bolletta della parte relativa alla remunerazione del capitale. Sempre secondo il comitato, infatti, questi cittadini non sono morosi. La lettera di oggi arriva anche dopo il pronunciamento da parte del Consiglio di Stato che ha bocciato le bollette dell’acqua del secondo semestre 2011 perché non coerenti col quadro normativo uscito dal referendum. Il Consiglio ha reputato in contrasto con l’esito della consultazione referendaria l’aumento del sette per cento di costo in più. Ricevuti da Hera, gli esponenti del comitato hanno avuto una risposta negativa. L’azienda, infatti, ha detto loro che continuerà ad applicare le stesse tariffe di prima fino a che non cambieranno le regole da parte dell’autorità competente.

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